mercoledì 12 settembre 2007

LA SOLITUDINE

LA SOLITUDINE
“Loneliness”


E’ molto difficile parlare o dialogare con la gente quando si è soli. Non c’è quella gioia e quella motivazione che ti spinge a confrontarti con gli altri.
In vari periodi della mia vita, sono sempre stato convinto che sarei rimasto solo, nessun amico con cui parlare o di cui potermi fidare, manifestare le mie emozioni o, sentimenti tutto sembrava perduto da tempo.
A causa del mio handicap, la gente mi giudica un “diverso”; un malato o, addirittura un mostro e, fa di tutto per farmi sentire in colpa di questo mio problema. Io sinceramente non penso di essere, malato, brutto o quant’altro. Penso solo che, la vita ha i suoi difetti e i suoi pregi e, che quindi bisogna avere un grande spirito e una grande forza interiore, per fronteggiare diciamo queste difficoltà con la gente.
Cerco sempre di trovare la compagnia giusta attraverso i libri; leggendo e studiando cerco di trovare qualcosa che mi spinga a pensare e, ad agire in maniera positiva. La filosofia mi aiuta molto a scavare nelle profondità della mia anima e, a far uscire i miei lati positivi e creativi. Mentre passeggio, o mentre faccio Jogging la mattina presto, mi pongo delle domande sulla mia esistenza. Una delle tante domande è questa: Perché la gente mi vede come un diverso?, perché la gente pensa che io sia una persona anormale?, o peggio perché mi prendono in giro? e così via. Spesso mi pongo queste domande, ma non ho mai trovato la risposta che cercavo. Mia madre e mio padre, mi hanno sempre detto che ogni persona di questo genere ha, di per se qualcosa che non va e che, è frutto della loro ignoranza giudicando una persona sofferente diversamente abile.
D’accordo su questo punto di vista, ma veniamo al problema cruciale: le ragazze.
Perché le ragazze hanno quest’occhio critico nei confronti dei ragazzi diversamente abili? o meglio, perché alcune ragazze usano il loro fascino su ragazzi disabili come, compassione nei loro confronti?
Sinceramente io credo che, un ragazzo disabile sia molto più responsabile ed autonomo di altri semplicemente, perché egli impara ad accettarsi per quello che è senza porsi grossi problemi ed inoltre ha, delle qualità o dei doni speciali che Dio gli ha dato, proprio per permettergli di sfruttare al massimo le sue potenzialità a discapito, della mancanza delle braccia o delle gambe.
Io ringraziando Dio, non ho perso ne le gambe ne le braccia, mi sento a disagio solo per una questione di altezza, perché sono alto 125cm o, perché non mi sono mai preoccupato di relazionarmi con gli altri. Ho vissuto per tanto tempo nell’ombra degli ospedali e ora che, mi trovo a dover fronteggiare la mia giovinezza nel campo delle donne, del sesso o della vita, c’è qualcosa in me che mi fa tirare indietro: questo qualcosa è la Paura.
Bruce Lee diceva, in uno dei suoi saggi che, non è tanto la paura che ci deve premere, quanto il modo in cui noi reagiamo ad essa. Per es: durante le mie visite alle cure termali ho, conosciuto una ragazza che si chiama Elisabetta. Il modo con cui ho reagito è stato come al solito molto timido e, privo di parole. Ma avevo la possibilità di dialogare con lei e, quindi ci siamo conosciuti parlando di quelle che sono le nostre normali occupazioni. Nel discutere con lei ha, suscitato in me un sentimento di attrazione nei suoi riguardi e, ogni volta che la guardavo cambiavo espressione e, mi si arrossirono le guance. Devo ammettere che, il suo sguardo e, il suo sorriso lasciano uno spiccato senso di grande “euforia” (se così la vogliamo chiamare) ed inoltre, quelle sue guance pacioccone e rosse come le fragole, mi hanno affascinato i sensi.
Ne ho parlato con mia madre e, mi ha detto come al solito che ho perso la testa per un'altra ragazza e che, mi faccio l’idea di averla come fidanzata.
Be’, haimè non posso dargli torto. Del resto chi non si lascerebbe trasportare alle prime armi, da una ragazza così carina?
Mia madre mi consiglia di mantenere il distacco e, di cercarla come un’amicizia, perché questo mi aiuterebbe a comprendere le sue intenzioni nei miei riguardi. Dopo tutte le delusioni e, i miei insuccessi ho, deciso di seguire il suo consiglio.
Oggi per esempio, ho fatto un massaggio al “Centro Benessere” e, guarda caso la massaggiatrice era proprio lei. Ho scoperto durante il massaggio che, ha delle mani morbidissime e, ogni volta che toccava un punto del mio corpo, mi sentivo accarezzare dolcemente come se stessi in una di quelle sale termali dell’antica Roma ai tempi dei gladiatori. E poi, il suo sguardo continuava a penetrarmi l’anima, perché durante tutto il massaggio non ha tolto gli occhi di dosso continuandomi a fissare con i suoi bellissimi occhi.
Ora la domanda sorge spontanea: come faccio a sapere cosa ella pensa di me? Semplicemente non devo fare altro che, comportarmi normalmente, essere me stesso e nulla più; cercando al tempo stesso la sua personale amicizia. Già come se fosse facile, ma per un tipo che parte in “quarta” come me, non è tanto facile. Devo comunque poter provare, per dare anche una solida “esperienza” al mio comportamento con il gentil sesso.

Martedì, 19 Dicembre 2006
Luigi Clemente