mercoledì 12 settembre 2007

Pensieri che colpiscono

PENSIERI CHE COLPISCONO
“Striking Thoughts”


Cosa mi piace? Mi piace molto dialogare con la gente. Credo che il rapporto di amicizia debba nascere da un dialogo approfondito di vari argomenti, che possono essere sulla vita, sulle proprie passioni o magari anche da come è formata la propria vita.
Dialogare è bellissimo secondo me, ti aiuta a comprendere la vera natura umana, ti da la possibilità di confrontarti con gli altri e ad avere un ruolo abbastanza importante nella società. L’amicizia è fondamentale per me, perché da quando mi sono ripreso dalla mia malattia un po’ di anni fa non avevo contatti con nessuno, non ero pronto a cimentarmi con ragazzi della mia età e, così ho dovuto aspettare un po’ prima di farmi delle vere amicizie, perché ero tremendamente timido. Anche se adesso è difficile trovare un amico vero, trovo stupido pensare che l’amicizia sia finita per sempre. Al contrario, io credo che soprattutto nei momenti più difficili e disperati l’amicizia si faccia sentire e, ti offre quello che di più hai bisogno “un amico”. Forse non ci crederete, ma io ho un rapporto molto speciale con il Signore Gesù che si basa principalmente sull’amicizia. Non è detto che dobbiamo prendere il Signore come una persona al di fuori della nostra vita quotidiana, perché lui non ci lascia mai soli, ci è vicino nei momenti tristi e, gioisce con noi nei momenti più belli. Nella preghiera noi dobbiamo avere un contatto di questo genere con Gesù o con Dio Padre, perché essi ci ascoltano non perché si vantano di essere Dio, ma perché nel loro cuore noi siamo amici e figli di un unico Padre che è Dio. Questo è quello che a me piace molto fare ed è sinceramente quello che faccio.

Perché mi piacciono le Arti Marziali?
Qui siamo sullo specifico di quella che è la mia vita.
Mi piacciono le Arti Marziali, perché prima di tutto per me sono uno stile di vita; mi piace molto alzarmi presto al mattino e allenarmi sempre di più con maggiore intensità, mi rilassa e, mi fa sentire bene. Un altro motivo è questo: ti danno la possibilità di cimentarti in sfide e combattimenti all’ultimo respiro non necessariamente contro un avversario reale, ma contro un avversario invisibile che sarebbero, le mie incertezze, le mie insicurezze, le mie paure ecc. Un altro motivo ce di mezzo sulle Arti Marziali: ti danno la possibilità (almeno secondo me e, secondo Bruce Lee) di superare i tuoi limiti, di comprendere fino a che punto sei pronto a batterti fino in fondo per raggiungere i tuoi obiettivi, oppure fino a quando hai intenzione di piangerti addosso o lasciare che le tue negatività soffochino le tue speranze? Io penso che per essere una persona autentica bisogna prima di tutto conoscere se stessi, il che è molto difficile da fare. Non si tratta di entrare in una locanda e trovare un personaggio famoso per imitarlo, perché non è il tuo vero io. Tu sei una persona unica e originale esiste solo un Luigi e non un altro luigi, perché ognuno di noi è fatto in maniera unica.
Per questo in ogni cosa che facciamo o sperimentiamo, non importa cosa, devi esprimere te stesso in maniera sincera e onesta. Questo diciamo è il mio pensiero e, spero un giorno di poterlo rendere noto a tutti.

Perché ho scelto il Jun Fan Jeet Kune Do?
Il jeet kune do di bruce lee è un arte marziale molto particolare. Il suo principale obiettivo è quello di rendere il lottatore libero da qualsiasi condizionamento classico come gli stili o metodi. Inoltre a differenza di altre arti marziali, essa si basa sull’economia del movimento, sulla semplicità e l’immediatezza. E’ pura esperienza, cioè non si concentra sullo stile, perché bruce pensava che la persona è molto più importante dello stile e, solo attraverso l’esperienza l’uomo può trovare la pienezza nella vita.
Nel jeet kune do non esistono kata o mosse insensate come succede nella maggior parte degli stili classici come karate, judo ecc.
Ogni tecnica va imparata e allenata fino all’esaurimento, per renderla il più efficace possibile, per questo l’allenamento è importantissimo per il lottatore, perché tutto quel allenarsi non serve altro che renderlo un uomo completo.
Ora non voglio farvi una lezione teorica sul JKD voglio semplicemente farvi comprendere che nella vita tutto è possibile realizzare, i nostri limiti esistono solo se diamo la possibilità di renderli reali, anche per una persona come me che ha sofferto tantissimo i sogni si possono realizzare, a patto che abbiamo la giusta dose di coraggio e la forza di volontà per realizzarli.
I medici mi avevano tante volte detto che le Arti Marziali erano rischiose per me, mi avrebbero rovinato le articolazioni, sarei rimasto per sempre sulla sedia a rotelle; insomma me ne hanno dette di cotte e di crude, ma io non ho mai ceduto alle loro tormentate provocazioni e ho continuato ad allenarmi senza sosta per rendermi più forte e più resistente. E ora sono un lottatore che sta quasi per diventare un istruttore, quindi ditemi se questo non è merito di Dio? Io ringrazio davvero Dio per quello che mi sta facendo realizzare è un sogno che avevo sin da bambino e, ora lo sto realizzando, non è merito mio è il Signore che con la sua volontà mi ha trasmesso i doni necessari per fare questo e, spero di servirmi delle Arti Marziali per aiutare tante persone che sono in difficoltà o hanno smesso di sperare e credere nei loro sogni.

UN PROCESSO INTERIORE LUNGO IL MIO CAMMINO

Cercherò di essere sintetico e semplice: nella mia vita ce sempre stato un legame profondo e unico nei confronti delle persone o degli amici, ma mai mi hanno dato quella profondità e quel calore che solo i bambini sanno dare. E’ una sensazione unica al mondo; in loro non ce falsità, non ce inganno, ma solo un grande senso di spirito e di gioia. Durante il catechismo, il sabato cerco sempre di immedesimarmi in loro, di trovare qualcosa che li attragga o che li faccia scaldare, ma più mi sforzo di trovare qualcosa adatto a loro più mi rendo conto di essere uno sciocco. Perché questo? Perché essi sanno essere spontanei, semplici e giocherelloni, il loro stato mentale è sempre posto sul gioco, sullo scherzo e, più sono serio, più loro si divertono; recentemente ho letto qualche pagina di un libro di Platone, uno dei più importanti filosofi del 400 a.c. e, ho scoperto secondo Platone che un filosofo deve sempre cercare di pensare in maniera adeguata, non prendere le cose troppo sul serio, ma lasciare che accadano e trovare il momento giusto per dialogare. Il dialogo era per Platone fondamentale; le sue opere sono sempre state create attraverso il dialogo, perché attraverso di esso si ha la possibilità di mettersi in gioco, cioè di mettersi in rapporto con gli altri, di trovare la maniera di confrontarti con altri. Secondo bruce lee invece, la filosofia è il punto di partenza su cui poggia l’espressione della propria anima e, quindi è un arte. Arte per definizione è quella materia che ti permette di realizzare te stesso in tutto e per tutto; l’esperienza è il fondamento della vita di un essere umano, perché solo con l’esperienza l’uomo matura, attraverso un processo costante e sincero. Voi mi direte, ma tutto questo cosa centra con i bambini? E’ molto semplice; i bambini sono per me il fondamento, cioè coloro che mi danno la forza per maturare e crescere nella vita, come? Attraverso il loro sorriso e, il loro modo di fare, danno quella carica e quella energia che farebbero resuscitare un morto; eppure i bambini sono così spontanei, così pieni di vita, semplice è il loro modo di fare, non si domandano come fanno, lo fanno e basta, perché è nella loro natura. I bambini hanno questo effetto su di me, perché la loro vitalità e la gioia dello stare insieme, crea un profondo legame tra loro e me.


Giovedì, 26 ottobre 2006
Luigi Clemente