sabato 24 novembre 2007

Jeet Kune Do Cosa non è

Jeet Kune Do
Cosa non è
Parte IIII



Il Jeet Kune Do non gira intorno alle cose, non prende strade secondarie, va dritto allo scopo. La distanza più breve tra due punti è la semplicità”
Bruce Lee!

Come la maggior parte di voi sanno, si è creata una sorta di confusione nel Jeet Kune Do, perché molti maestri che dicono di fare Jeet Kune Do pubblicizzano le loro palestre con il termine J.K.D., prendendo poi le distanze dall’arte.
Questo perché, essendo il Jeet Kune Do l’arte di Bruce Lee, molti maestri vogliono attirare l’attenzione dei giovani e, in questo modo si considerano esperti in materia.
Ciò che la maggior parte della gente sa, e che il Jeet Kune Do sia un insieme di ventisei stili diversi di arti marziali e, che Bruce Lee abbia preso da ognuno di questi stili ciò che gli era più congeniale e, abbia creato il Jeet Kune Do. Ma questo è un concetto del tutto sbagliato. Il Jeet Kune Do ha tecniche e principi propri, quelli che Bruce Lee ha sviluppato nel corso della sua vita..
Il Jeet Kune Do si basa, sui principi dell’economia del movimento, la semplicità e l’immediatezza.
Bruce Lee, non credeva in mistiche tecniche o, in pratiche esoteriche, credeva nella scienza. Paragonava le forme coreografiche di tecniche a nuotare sulla terraferma.
Ciò che distingue il Jeet Kune Do da altre Arti Marziali è il semplice fatto di sfruttare nel modo più economico possibile le proprie risorse, avendo a disposizione poche tecniche semplici, ma che siano efficaci in una data situazione.
Il Jeet Kune Do è fluido, diretto e non classico.
Il Jeet Kune Do comprende tre ingredienti principali, quelli che Bruce Lee chiamava: “le radici” e che sono:

· Posizione di guardia,
· Footwork e movimento
· Posizione nel generare la forza (Pugno diretto)

Il Jeet Kune Do, pone molta enfasi nella posizione di guardia. La posizione di guardia del Jeet Kune Do, garantisce la migliore copertura e la possibilità di colpire molto velocemente, in più garantisce il totale controllo dell’equilibrio e delle tecniche.
Il Footwork è l’elemento più importante. Esso da la possibilità al lottatore, di spostarsi velocemente in tutte le direzioni e, di sfruttare il peso del corpo in movimento creando così colpi molto potenti e penetranti.
Il Pugno diretto, invece, è il cuore del Jeet Kune Do. Non è un pugno molto potente, ma è la tecnica che si usa di più nel Jeet Kune Do.
La rotazione del bacino e delle spalle, abbinato al passo spinta lo rendono un colpo molto potente diverso da un Jab del pugilato.
Avere poche tecniche, non significa che il Jeet Kune Do sia limitato. Esso utilizza solo quelle tecniche semplici utili in una data situazione.
Studiando le basi, i fondamenti si capisce molto sul Jeet Kune Do.
Il fulcro sta nel non fossilizzarsi su una data tecnica, ma di guardare al combattimento in modo globale; prendere quello che hai a disposizione, cercando di rifinirlo ulteriormente.
La differenza, tra semplice e facile sta proprio nel capire questo principio.
Voglio dire, facile si intende nel prendere un po’ di tecniche del pugilato, dal Judo o da qualsiasi altra Arte Marziale, metterle insieme e creare così il mio metodo di combattimento.
Semplice, vuol dire prendere quello che hai a disposizione e rifinirlo ulteriormente ed eliminando quello che non ti serve.
Questo è il fulcro del Jeet Kune Do.
Il Jeet Kune Do, non è un insieme di tecniche di molte arti marziali, ma ha principi e tecniche proprie, quelle create e sintetizzate da Bruce Lee nel corso della sua vita.
Come Bruce Lee stesso fece notare: “Il vero perfezionamento persegue la semplicità. L’allenamento imperfetto porta all’ornamentazione”.
Questo sta a significare, di non rinchiudersi in uno schema che prevede un solo modo per agire in una situazione, ma prendere quello che ti è utile e da lì progredire. Questo è il fondamento.
E’ molto difficile cercare di eliminare altro, perché il Jeet Kune Do è un arte ridotta al minimo essenziale; come Bruce Lee disse: “Non si tratta di un aumento giornaliero, ma di una diminuzione giornaliera”. Non si tratta di aggiungere, ma di eliminare. Il Jeet Kune Do è un processo di eliminazione.
Vorrei concludere questo articolo, con un pensiero di Bruce Lee che mi sembra il più appropriato, per farvi comprendere il fine ultimo del Jeet Kune Do: “Il Jeet Kune Do è come una barca, o uno specchio in cui ci si vede riflessi. Una volta arrivato all’altra riva, non puoi prenderlo e caricartelo sulle spalle. Bisogna andare avanti”. “Walk On” Bruce Lee


Luigi Clemente