sabato 24 novembre 2007

Pensiero Positivo

Positive’s Throught
“In My Own Process”
Parte III



In questo mio nuovo articolo, mi accingo a spiegare a tutti voi che, siete Artisti Marziali e non il “potere” del pensiero e, in particolar modo come renderlo positivo.
Prima di affrontare questo discorso del pensiero positivo, lasciatemi raccontare un po’ quello che è accaduto alla mia vita parecchi anni prima.
Innanzitutto prima di essere un lottatore e prima di dedicarmi alle Arti Marziali, ero un paraplegico, cioè stavo seduto su una sedia a rotelle. Non avevo molte speranze di rimettermi in piedi, perché oltre alla mia malattia (Artrite Reumatoide) che, mi aveva completamente bloccato le articolazioni, anche i miei medici dissero che il mio stato di salute era determinante.
Non potete immaginare l’angoscia e il dolore che provavo nel sentire certe affermazioni e, così capì che ero completamente spacciato.
La mia mente era invasa di terribili pensieri tristi di cui, si aggiungevano anche le lacrime della mia famiglia. Avevo più o meno tredici anni quando accadde questo terzo episodio per quel riguarda la mia malattia; molte altre cose sono successe prima di esso, ma non vale la pena scriverlo perché ci vorrebbero quattordici anni per raccontarvi tutto. Comunque a parte questo, dopo tante smancerie e, paroloni dei medici, decisi di mettere a tacere una volta per tutte le loro ridicole affermazioni. Dopo un paio di settimane, cominciai a dedicarmi alla fisioterapia, facendo massaggi, ginnastica correttiva ecc. Dolore e gioia mi pervasero il corpo, perché il mio corpo era tutto rigido e per scuoterlo occorreva molto dolore, ma più sentivo dolore più il mio corpo migliorava.
Dopo mesi di fisioterapia (6 per l’esattezza), riuscì a mettere di nuovo i miei primi passi; dopodichè passai a camminare appoggiandomi al tavolo, fino a quando non ripresi il totale controllo delle gambe.
Lo stupore sul volto dei miei medici quando mi videro camminare, fu una piccola “vendetta” per me. Inoltre fu il primo KO che diedi a queste persone.
Dopo aver ripreso l’uso delle gambe, i miei genitori mi iscrissero ad un corso di nuoto, per migliorare la mia condizione fisica (essendo stato imbottito di farmaci, il mio corpo era molto placido), quindi iniziò così il mio cammino verso quello che sarebbe stato il mio più grande sogno:
diventare un Lottatore.
Da pessimista che ero, il mio pensiero man mano si evolveva e, la prova fu quando cominciai a pensare a cosa avrei fatto nella mia vita, quali sarebbero stati i miei obiettivi, il lavoro ecc. Un bel giorno, stavo pensando al mio futuro e, trovai in un articolo di giornale che portavo sempre con me negli ospedali, una foto di Bruce Lee con una sua frase filosofica, la quale è diventata poi il mio motto: “Bisogna sforzarsi sempre di migliorare, il limite è il Cielo”. Questa piccola frase diede alla mia mente un impulso elettrico, invadendo tutto il mio corpo e, da quel momento capì che dovevo dedicarmi alle Arti Marziali.
Successe di tutto in quel periodo; la mia famiglia non era per niente d’accordo su questa mia decisione e, neanche i medici non erano molto entusiasti (figuriamoci se dovevano essere entusiasti se furono proprio loro a dirmi che non mi sarei più alzato dalla sedia a rotelle). Ma io non intendevo mollare; avevo promesso a me stesso di dedicarmi anima e corpo alle Arti Marziali a qualunque costo.
Nel periodo iniziale, trovai molta difficoltà nel migliorare come lottatore, perché non essendoci un maestro adeguato di Jeet Kune Do, consultai i miei vecchi libri di Bruce Lee, creando a mia volta programmi di allenamento adatti solo per migliorare le mie qualità di lottatore. Ma purtroppo oltre a questo, dovevo migliorare anche la mia condizione fisica (dato che ero ancora molto placido).
Dopo tanti tentavi, duro allenamento e altro ancora, ottenni i miei primi miglioramenti frantumando tutte le previsioni negative dei miei medici.
Bene dopo avervi raccontato solo una piccola parte della mia storia, siamo finalmente arrivati al nocciolo della questione.
Il pensiero positivo è proprio questo ragazzi miei!
Si tratta di avere il coraggio e la forza di volontà di affrontare le nostre paure, incertezze, insicurezze e, trasformarle in un trampolino di lancio.
La vostra vita avrà una piega diversa se, sarete capaci di trasformare il vostro pensiero in un piano d’azione ben definito.
Credo fermamente in quello che Bruce Lee affermava, a proposito della mente:
“Non è tanto il problema di per sé a ostacolarci, ma il modo in cui noi reagiamo ad esso”. Ed è proprio così.
La vita, la vera vita, si manifesta quando la tua mente è libera dai condizionamenti che possono essere: paure, insicurezze, incertezze ecc, soffocando il vostro modo di reagire alle circostanze.
Con tutto quello che mi è capitato, e non solo quello che ho appena scritto, avrei dovuto prendere una pistola e spararmi. Ma grazie alla bontà e all’amore divino, sono riuscito a superare tutte le difficoltà e, con lo stesso spirito affronto gli ostacoli attuali.
Ragazzi, io so per certo quello che voglio e, non ho assolutamente alcun dubbio su questo, perché ho fiducia nelle mie possibilità e di ciò che Dio mi ha dato.
Le Arti Marziali hanno cambiato la mia vita e, non un pezzo, ma tutta la mia esistenza. Ora riesco persino a dare fiducia a tante persone che come me, hanno affrontato e stanno affrontando grandi ostacoli nella loro vita. E questa ragazzi miei è una cosa bellissima. Dare speranza ai giovani è meraviglioso, ti riempie il cuore di gioia.
Spero, di poter essere di aiuto a chiunque abbia desiderio, forza di volontà e coraggio a superare gli ostacoli della vita, a vincere le proprie paure e, a diventare ciò che Bruce Lee amava definirsi:
Artista della Vita.



Luigi Clemente