giovedì 13 dicembre 2007

L'allenamento di Bruce Lee


Bruce lee credeva che ogni giorno ci si presenta un’opportunità unica per migliorarsi. Ogni nuovo giorno porta con se le possibilità di renderci migliori di quello che eravamo il giorno prima.
Diceva:
a dire il vero, ogni giorno nasconde una nuova rivelazione o una nuova scoperta che posso raggiungere”.
Per quanto riguarda gli aspetti della persona, sotto il profilo mentale o spirituale, Bruce Lee sosteneva che esiste nella crescita personale una capacità di sfidare l’infinito e di fatto questo è quello che precisamente aveva in mente quando coniò questa frase “Non avere limite come limite”, che è la pietra miliare della sua filosofia, fino al punto da essere parte del suo logotipo (in caratteri cinesi intorno alle frecce che circondano lo Yin-Yang). Bruce si sforzò ogni giorno di migliorare ogni aspetto prima mensionato. Per esempio il nostro processo quotidiano potrebbe essere un livello puramente fisico, nel senso di riuscire a realizzare qualcosa con il nostro corpo che prima non eravamo capaci di raggiungere. Come potrebbe essere, ad esempio, effettuare un certo tipo di calcio alto o in giro o dare una maggiore potenza al pugno utilizzando i fianchi e i muscoli delle spalle. O ancor meglio potrebbe essere riuscire a guadagnare attributi come potenza o flessibilità, perdita di peso ecc… Sotto il profilo mentale riusciamo ad ottenere considerevoli miglioramenti, a livelli più o meno alti, semplicemente ricordando le sequenze o i nomi delle tecniche, o addentrandoci nel terreno della nutrizione, della storia delle arti marziali o nella realizzazione di film di azione. Le materie di studio a cui le arti marziali ti possono condurre sono infinite. Però quello che lui sottolineava maggiormente era che il miglioramento in uno qualsiasi di questi campi ci porta a metterci in contatto con un tipo di conoscenza che risiede già dentro di noi: in noi si cela un “artista” della vita, che per motivi di condizionamento o classificazione sociale giace in letargo. Questo è il mondo al quale Bruce Lee si riferiva quando parlava di regno spirituale: scoprire qualcosa che risiede negli strati più profondi dell’essere umano. Una delle frasi più ripetute da Bruce nelle sue interviste era:
“Dopo tutto, qualsiasi tipo di conoscenza implica una conoscenza di se stessi”.
Un’altra sua massima era “Il sapere non è sufficiente, dobbiamo applicarlo.Il volere non è sufficiente, dobbiamo fare” (simile al detto popolare “fatti e non parole”). Fedele a questa massima Bruce Lee si svegliava sempre con una forte smania di spremere ad ogni giorno il succo di tutto quello che gli poteva offrire. Così un giorno di 30 anni fa era indaffarato per raggiungere la perfezione.
In questa rubrica vi presentiamo il sunto di 4 pagine della sua agenda personale, che si riferiscono a mese di gennaio del 1968, per rendervi partecipi di quello che faceva Bruce Lee ogni giorno. Il suo obiettivo era quello di diventare il più forte, il più veloce, il più flessibile e usare l’ossigeno (capacità aerobica) nel modo più efficiente.
Qui di seguito è riportato la traduzione delle pagine del suo diario personale, che rivelano fino a che punto questo “superuomo“ poteva dedicarsi a raggiungere quello che si era prefissato come scopo in determinati periodi della sua vita.

Martedì 16 gennaio 1968
10 a.m. 500 pugni
11 a.m. addominali:
a) elevazioni laterali (obliqui) – 5 serie
b) elevazioni gambe – 5 serie
c) addominali – 5 serie
12 p.m. Avambraccio/polso (isometrici)
3:45 p.m. Correre
4:30 p.m. guardie (posizioni)
esercizi isomatrici da seduto 2 serie
500 pugni
350 jab di dita
esercizi isomatrici da seduto 2 serie
9:30 p.m. allenamento al sacco da boxe (overhand)
500 pugni al sacco

Mercoledì 17 gennaio 1968
10:55 a 12:05 a.m. Flessibilità alla sbarra (di fronte e di lato)
esercizi per la braccia alla macchina
addominali e salto con la corda –4 serie
12:15 p.m. Addominali
a) elevazioni frontali – 5 serie
b) elevazioni laterali (obliqui) – 5 serie
c) addominali – 5 serie
1:45 p.m. 400 pugni (con le nocche centrali)
jab di dita – 4 serie
avambraccio/polso (isometrici)
Guardie (posizioni)
Esercizi isomatrici da seduto
2:40 p.m. Esercizi isometrici da seduto – 2 serie
3:30 p.m. Corsa
7.30 p.m. Seduta fotografica alla palestra di Chinatown con Ted Wong e Dan Ionosanto

Giovedì 18 gennaio 1968
11:00 a.m. a 12:40 p.m.
1) addominali 5 serie
2) elevazioni laterali (obliqui) – 5 serie
3) elevazioni frontale – 5 serie
salto con la corda – 5 serie
sacco leggero (uno due) – 3 serie
sacco pesante (overhand) – 3 serie
3:20 p.m. Esercizi isometrici da seduto. Avambraccio/polso (isometrici) guardie (posizioni). Esercizi isometrici da seduto
3:45 p.m. Corsa (per riposare le nocche per un giorno)
5:30 p.m. Allenamento di Kung Fu

Venerdì 19 Gennaio 1968
11:00 500 pugni
9:00 p.m. Addominali
a) elevazione laterale (obliqui) – 5 serie
b) elevazione frontale – 5 serie
c) addominali – 5 serie
Avambraccio/polso isometrici
Guardie (posizioni)
Esercizi isometrici da seduto 2 serie
Allungamenti delle gambe alla sbarra
1) frontali
2) laterali
3) con le ginocchia all’esterno
Supplemento di 500 pugni. Totale 1000 pugni

Allenamenti come i precedenti erano normali nei diari di Bruce Lee e gli insegnarono molto sulle potenzialità del suo fisico. Scrivendo questi orari nel suo diario, Bruce era capace di avere una completa statistica del suo continuo “viaggio nelle arti marziali” il cui obiettivo era lo sviluppo della sua persona in tre livelli, fisico, mentale e spirituale. Ogni livello che riusciva a superare, gli serviva non solo come limite ma anche come un trampolino dal quale spingersi fino a quote più alte. Ogni allenamento registrato nel suo diario serviva come prova del livello raggiunto fino a quel momento, per poterlo superare in futuro. Come lui stesso diceva: "se ti abitui a mettere dei limiti a quello che fai, fisicamente o in qualsiasi altro livello, questo si ripercuoterà in tutte le tue azioni per il resto della tua vita. Si propagherà nel tuo lavoro, nella tua morale, nel tuo essere in generale. Non ci sono limiti. Ci sono fasi, ma non devi rimanere ancorato ad esse, bisogna superarle… L’uomo deve costantemente superare i suoi limiti".
Come in qualsiasi lungo viaggio in cui non si ha a disposizione una cartina che indichi il cammino, Bruce Lee si rese conto che, per non perdersi nella curva sbagliata, doveva evitare di commettere gli errori due volte. Per ottenere ciò doveva documentare i propri metodi di allenamento, studiando i dati del suo diario, cercando progressi o mancanze e infine imparando a interpretare e utilizzare tutte queste informazioni per poter migliorare i suoi metodi di allenamento (o lasciare i vecchi e iniziare altri totalmente nuovi) per poter così raggiungere il suo scopo.
A tale proposito diceva: “Se Tu sei arrivato a dominare un sistema di Kung Fu (ne senso cinese della parola “tempo-sforzo”dopo averlo dominato, devi abbandonarlo e incamminarti su di un livello superiore. Non aggrapparti a quello che hai. E’ come una chiatta su cui attraversi un fiume. Una volta raggiunta l’altra sponda, non mettertela sulle spalle, semplicemente vai avanti”…




Articolo tratto dalla rivista "Kung.Fu Magazine"