mercoledì 23 luglio 2008

News nuovi post


Carissimi amici e fan di Bruce Lee.

Volevo ancora una volta ringraziarvi per l'enorme successo che sta avendo questo blog dedicato al grande Bruce Lee.

Ho ricevuto molti buoni commenti che, mi hanno spinto ad avere un idea buona per aiutarvi a capire meglio il JKD.

Ho deciso di creare alcuni videoclip interattivi con l'esecuzione delle varie tecniche che si utilizzano nel JKD. Dato che vi ho sempre detto che il blog è stato creato solo con lo scopo di divulgazione, vorrei sottolinearvi di non prendere questi videoclip come una specie di lezione privata o altro, perchè come voi certo saprete il JKD non si impara in dieci facili lezioni. Lo scopo è quello di aiutarvi a capire in modo un po più dettagliato e dal vivo quello che, fa parte del JKD di Bruce Lee.

Sono in fase di preparazione e ci vorrà ancora un po' di tempo prima di pubblicare questi video, ma farò del mio meglio per pubblicarli il più presto possibile.

Buona navigazione


luigi clemente

lunedì 21 luglio 2008

Pensieri Sul Jeet Kune Do

Pensieri sul Jeet Kune Do
"Il JKD non gira intorno alle cose. Non prende strade secondarie.
Va dritto allo scopo.
La distanza più breve tra due punti è la semplicità


Sapete nonostante sia nel campo delle Arti Marziali da ben dieci anni e soprattutto di JKD è, molto difficile scrivere qualcosa su quest'arte.
Forse questo dipende (come affermava Bruce) che l'arte, non l'abbiamo ancora fatta nostra, cioè non l'abbiamo interiorizzata completamente.
Ad essere onesti anche se sono diventato da poco un insegnante di Jeet Kune Do e, lo abbia studiato da più di dieci anni, mi sento ancora ben lontano da averne raggiunto l'essenza. Per raggiungere un alto livello di preparazione in quest'arte sono necessari anni, anni e anni di allenamento, di impegno e di dedizione. Il JKD non è un arte che si può imparare in dieci facili lezioni, ma essa è un arte la quale è necessario lavorare sodo, allenare, sperimentare, dedicarsi anima e corpo per tutta la vita. Altrimenti sarebbe come tante altre discipline conosciute che, in poche lezioni una persona diventa un "maestro", ma il JKD è qualcosa il quale ci si può dedicare un intera esistenza. Questo ci fa comprendere quanto grande sia, il valore di Bruce Lee nel campo delle Arti Marziali e, di come Egli abbia dedicato la sua vita a continui sacrifici e duro lavoro, per perfezionarsi in ogni minima cosa a cui si dedicava.
Il JKD non è una forma di arte marziale o, uno stile di combattimento, ma bensì una scienza. Si tratta di utilizzare in modo efficiente le proprie risorse attraverso azioni semplici e dirette.
Ciò che distingue il Jeet Kune Do da una comune forma di arte marziale, dove principalmente è data dall'uso dei Kata e che il JKD, è un arte portata al perfezionamento delle tecniche semplici, dirette e non classiche.
Il JKD è basato su tre cose fondamentali che costituiscono la radice, la cui essenza rispecchia perfettamente il principio di semplicità che ha sempre caratterizzato la filosofia personale di Bruce Lee.


La radice del Jeet Kune Do sono:
- posizione di guardia
- footwork e movimento
- posizionamento nel generare la forza (pugno diretto)

Queste sono i tre ingredienti fondamentali che caratterizzano tutto il Jeet Kune Do. Qualunque tipo di tecnica di pugno o, calcio applicata nel JKD non può prescindere da questi tre ingredienti fondamentali: le radici.
Magari alcuni lettori penseranno che il JKD sia un arte marziale troppo semplice, tuttavia è ciò che sta all'interno dell'arte che è veramente importante, perchè se si allena e, si perfezionano le basi, il fondamento, si capisce molto sul JKD.
Il JKD non è un processo di accumulazione, ma di eliminazione; si tratta di prendere quello che è più utile al suo scopo e, scartare quello che non lo è.
La distinzione tra semplice e facile consiste proprio in questo; facile sta a significare che è facile accumulare tecniche e sempre più tecniche per diventare dei bravi lottatori, ma questo a lungo andare rende il lottatore incapace di eseguire una tecnica corretta in una particolare situazione.
Mentre semplice vuol dire che, bisogna prendere quello che hai a disposizione e, cercare di ridefinirlo ulteriormente o, trovare altri modi per eseguire la stessa tecnica.
Facile è cercare di accumulare tecniche, semplice invece è ridurre ancora di più qualcosa che non è utile al tuo scopo di artista marziale.
Questi sono i miei primi appunti scritti sulle caratteristiche fondamentali del Jeet Kune Do.
Il Jeet Kune Do non è un insieme di tecniche di varie arti marziali, ma ha principi e tecniche proprie, quelle che Bruce Lee ha sviluppato ed elaborato nel corso della sua vita.
Se comprenderete il fondamento, la radice dell'arte, allora sarete sulla buona strada nell'interiorizzare quello che, Bruce Lee disse una volta: "L'arte del Jeet Kune Do è semplicemente, l'arte di semplificare". Bruce Lee


Luigi Clemente

mercoledì 9 luglio 2008

La realizzazione di un Artista Marziale

La realizzazione di un Artista Marziale
Nel mio processo interiore
Parte VI



In questo articolo che sto per trattare desidero farvi partecipe del mio processo evolutivo durante questo ultimo periodo della mia vita e, di come le Arti Marziali abbiano, influenzato così tanto la mia esistenza.
Si tratta più o meno, degli ultimi quattro anni che, ho passato ad allenarmi, a studiare e ad evolvermi e di come, in questi ultimi quattro anni sia diventato da lottatore a guerriero.
Mi rendo conto, che non è facile scrivere qualcosa su stessi, specialmente se si tratta di avvenimenti accaduti da poco, tuttavia è mio dovere farlo in quanto, mi considero un guerriero ed anche una specie di guida per coloro che si vogliono avvicinare alle arti marziali.
Quando ho cominciato a viaggiare per cercare di imparare come si deve il JKD, non avevo assolutamente idea che, un giorno sarei diventato un insegnante; ne tanto meno pensavo di raggiungere livelli di preparazione così elevati (dato che sono stato per anni imbottito di farmaci e, il mio corpo all’inizio era molto placido).
Il motivo che mi spinse allora ad intraprendere questa strada era che, desideravo avere rispetto e ammirazione da tutti, specialmente dalla mia famiglia. In quel periodo ero ancora chiuso in me stesso e non avevo ancora idea, di come sarebbe stato il mio futuro nella società. Fu così che cominciai a leggere libri di psicologia e filosofia, approfondendo il tema della motivazione, della fiducia che mi permettesse di superare questi difficili momenti. Uno dei libri che mi piacque particolarmente si intitolava: “Scopri la forza della gioia che è in te”. Una particolare frase che ricordo di questo libro, mi ispirò moltissimo, perché diceva: “Conosci te stesso”, oppure un’altra massima era: “Se prima non conosci te stesso, non potrai comprendere gli altri”. Ammetto che queste frasi le avevo già sentite in un libro di Bruce Lee, intitolato: “Il tao del dragone”, ma quest’ultimo mi fece chiarezza sul fatto di come Bruce avesse scoperto già a quei tempi una verità talmente forte, che è difficile pensare che non esista, cioè la conoscenza di se stessi.
Comunque dopo aver trovato un illuminazione dentro di me, decisi di dedicarmi anima e corpo alle arti marziali, ma questa volta era diverso, io ero diverso, cioè non mi interessava più avere rispetto e ammirazione da tutti, ciò che davvero mi importava era di crescere, evolvermi, maturarmi come artista marziale.
Sappiate che quanto sto scrivendo è solo una piccola parte del Luigi più profondo, ma la profondità di un anima è data da quanto essa esprima onestamente se stessa e, io cerco come meglio posso di esprimermi il più onestamente possibile.
Il mio pensiero, pian piano che maturavo, cominciava a cambiare, ad evolversi e, così arrivò il giorno in cui creai il mio approccio filosofico, cioè la mia personale filosofia di vita.
Essendo cresciuto nella sofferenza e, averne affrontata altrettanta crescendo come artista marziale, la mia filosofia di vita consiste in questo: “non bisogna mai smettere di credere in se stessi. Bisogna credere nel proprio potenziale, in quanto tutti noi abbiamo la forza di diventare qualcuno. Fare del proprio meglio per realizzare i propri sogni e, se finisci al tappeto devi avere la forza di rialzarti e soprattutto non devi arrenderti mai”. Forse alcuni di voi penseranno che si tratti di qualcosa di scontato, ma io credo che siano proprio le cose scontate, ad essere le più belle, perché se prendete per esempio: il sole, il mare, la pioggia, le stelle, il cielo, insomma la natura e la vedeste con gli occhi di un cieco, scoprireste cose che non si possono descrivere a parole e, riuscireste a vedere molto più chiaramente di quanto non vedeste con i vostri occhi.
Quindi in definitiva, per me essere un artista marziale vuol dire prima di tutto essere un essere umano di qualità, avere la forza di volontà e il coraggio di affrontare i propri ostacoli e superarli.
Un artista marziale non ha solo la forza di un combattente molto capace, ma ha anche cuore e anima, due elementi essenziali che gli permettono di superare ogni ostacolo anche quelli che, sembrano difficili ed è anche, capace di trasmettere agli altri questi valori di coraggio e umanità.
Ciò che distingue un lottatore da un guerriero è che il primo, prende in considerazione solo la forza fisica pensando solo a se stesso, mentre il secondo attraverso l’allenamento acquista disciplina e autocontrollo, avendo così la capacità di adattarsi a tutte le situazioni e, soprattutto non si arrende mai.
Essere forti
, non vuol dire necessariamente avere muscoli, ma significa, essere capaci di dominare le proprie paure, insicurezze, incertezze; inoltre un guerriero è capace di autodisciplinare la propria mente e il proprio corpo ad essere un tutt’uno e, ad agire nel modo più efficiente possibile. Questo per me ragazzi vuol dire, essere un Artista Marziale.
Le tecniche, il combattimento sono solo un paio delle loro funzioni.
Ciò che davvero importa nelle Arti Marziali sono la disciplina e l’autocontrollo, questo fa si che l’artista marziale evolva non soltanto come guerriero, ma soprattutto come essere umano.
Vedete quello che sto scrivendo in questo articolo sono, una chiara testimonianza di ciò che è stata la mia evoluzione come artista marziale, ma la cosa più importante come essere umano. Non voglio che voi prendiate questo articolo come la verità assoluta, anzi sarei molto più che soddisfatto se suscitasse in voi un ispirazione. Niente mi renderebbe più felice, nel vedere qualcuno che si avvicini alle arti marziali attraverso, l’ispirazione di questo articolo.
Come ho sempre menzionato nei miei articoli, io considero le arti marziali come un Dono di Dio, ed essendo un dono di Dio voglio sfruttarlo al meglio per aiutare la gente.
Per far si che i nostri sogni si realizzano non basta la conoscenza, bisogna lavorare duro e costantemente fino a quando non riuscirete a realizzarli.
Nella mia vita ci sono sempre stati dei sogni che volevo e voglio realizzare, due in particolare:
il primo è quello di entrare a far parte delle leggende delle arti marziali, nella Martial Arts Hall Of Fame dove, il mio mentore Bruce Lee e, il mio Sifù Ted Wong fanno parte da tempo; il secondo invece è quello di aprire una scuola di Jeet Kune Do no-profit, per aiutare tanti giovani a ritrovarsi e, a dar loro speranza per un futuro migliore. Ho stabilito un tempo di dieci anni per realizzare questo progetto visto che richiede tempo, dedizione e duro lavoro, ma sono certo che se metto bene in moto la mia “macchina”, i risultati arriveranno e, saranno molto soddisfacenti.
Bene siamo arrivati alla conclusione di questo articolo e, ciò che spero sinceramente e che anche voi troviate un ispirazione che vi permetterà di migliorare e di trovare la giusta strada.
Vorrei concludere questo articolo dando l’ultima parola ad una persona che ha influenzato moltissimo la mia vita, con la sua filosofia, la sua arte e, con il suo modo di trasmettere la realtà ultima delle arti marziali: “Essere un artista marziale significa anche essere un artista della vita. Dal momento che la vita è un processo in continuo divenire , bisognerebbe fluire in questo processo e scoprire come attualizzare ed espandere se stessi”. Bruce Lee


“L’arte ha bisogno del corpo per esprimersi”

Luigi Clemente