giovedì 16 luglio 2009

Cosa vuol dire essere un Artista Marziale?

La maggior parte delle persone che si avvicinano da poco alle arti marziali non hanno nemmeno una vaga idea di cosa significhi essere un artista marziale e, danno per scontato il fatto che le arti marziali siano solo un modo per combattere, per sfogare la loro rabbia e la loro negatività sugli altri, sul prossimo.Io ho sempre sostenuto nei miei articoli, l'idea che un artista marziale come prima qualità deve essere umile. Essere umili credo sia la cosa più importante, perchè il nostro allenarci, il nostro modo di assorbire le tecnicne, falle diventare come una seconda natura, vuol dire essere un tutt'uno con l'arte e, di conseguenza diventiamo artisti marziali, non lottatori. Essere identificato come lottatore, boxeur ecc è limitato, in virtù del fatto che si parla di una questione di combattimento e non di vitalità, di ispirazione, di stile di vita. Ogni persona vuole vedere le arti marziali da una sola prospettiva, cioè persone che si massacrano l'uno con l'altro; bene io non credo in questo. Essere un artista marziale vuol dire avere il coraggio di affrontare per primo i pericoli, di mettere se stesso in pericolo prima degli altri e, anche se viene messo al tappeto, deve avere la forza di rialzarsi sempre, altrimenti tutto finisce. Lo spirito di un guerriero non è qualcosa che può sempre essere compreso, perchè richiede impegno, forza di volontà, coraggio e passione; questo ragazzi a parte alcuni seriamente motivati, nessuno lo capisce, perchè un guerriero non tiene conto del male ricevuto, non tiene conto delle difficoltà, perchè le affronta senza problemi anche se, dovrà patire le pene dell'inferno per raggiungere i suoi obiettivi. Un vero guerriero da tutto se stesso sia in combattimento, sia nella vita quotidiana, non si arrende mai. Questo per me ragazzi, vuol dire essere un artista marziale.
Inoltre l'umiltà, ci aiuta a capire che un uomo praticante di arti marziali non deve mai montarsi la testa, ne tanto meno deve mostrare niente a nessuno. L'unica persona con la quale deve fare i conti alla fine è se stesso e nulla più. Ecco questo è quanto.


Luigi Clemente

lunedì 6 luglio 2009

Foto varie

Davide Gardella e Luigi Clemente dopo la lezione privata
Riky, Luigi, Barbara

Davide Gardella e Luigi Clemente


Gianni Cancedda e Luigi Clemente

Luigi e Cinzia

Alessandra Tassi e Luigi Clemente

Davide Gardella e Carmine Terzulli
Luigi Clemente

Alcune foto dello stage di Genova

il gruppo in allenamento
Diretto con la mano avanzata

Luigi mentre esegue un cross con la mano arretrata

Davide Gardella mentre esegue un diretto

Antonio in azione mentre esegue un cross

esercitazione al Diretto con la mano avanzata

Gianni Cancedda in azione

Antonio in azione

Luigi mentre esegue una presa con Gianni Cancedda
Luigi Clemente

Stage di Jeet Kune Do a Genova

Stage di Jeet Kune Do a Genova per studenti e insegnanti avanzati
col Maestro Davide Gardella
Genova 14 Giugno 2009
Domenica 14 giugno si è svolto a Genova l'ennesimo stage di Jeet Kune Do con il rappresentante di Ted Wong in Italia Davide Gardella. Lo stage è cominciato verso le nove del mattino con i primi esercizi di riscaldamento e stretching. Dopo un abbondante mezz'ora di riscaldamento, Davide Gardella con il suo impeccabile modo di insegnare ci ha spiegato i principi e l'essenza del Diretto con la mano avanzata. Il Diretto con la mano avanzata è la tecnica più importante che ce nel jkd, perchè è la tecnica più precisa ed efficace; inoltre il diretto con la mano avanzata è l'arma che si trova già vicino al bersaglio, è la tecnica che scopre meno e, attraverso il passo a spinta, la rotazione del bacino e la rotazione delle spalle lo rendono un pugno demolitore a tutti gli effetti.
Ci siamo esercitati ai focus con il diretto con la mano avanzata prima in posizione stabile e dopo in movimento utilizzando il passo a spinta.
Dopo un ora e mezza abbondante, Davide ci ha spiegato le tecniche a distanza corta, attraverso il quale si può ricorrere a tecniche molto potenti come il cross e il gancio. Attraverso il lavoro di gambe ben allenato, le tecniche di pugno diventano delle vere e proprie armi demolitrici, perchè ci si impara a trovare l'equilibrio, a sviluppare maggiormente la torsione del bacino e le tecniche di schivata come il bobbing.
Insomma tutto l'allenamento in queste tecniche e quant'altro è durato circa tre ore e mezza abbondante.
Ancora una volta Davide ci ha messo in relazione direttamente con noi stessi, facendoci capire che il Jeet Kune Do non è un arte marziale che si impara in poco tempo, in realtà richiede tempo, dedizione e tanto allenamento. Sia questo stage, sia la lezione privata che ho svolto con Davide il giorno prima nella sua abitazione, mi hanno dato una spinta in più per allenarmi e migliorarmi sempre più.

Nel pomeriggio si è svolto uno stage di lotta libera finalizzata al JKD presieduta dall'istruttore Gianni Cancedda. Lo stage è stato molto vasto dal punto di vista dell'allenamento e delle tecniche. Lo stage è stato mirato principalmente alle tecniche di immobilizzazione e di presa. Gianni ci ha spiegato alcune tecniche per immobilizzare l'avversario sfruttando il suo peso del corpo e buttarlo a terra senza troppi sforzi, inoltre ci ha insegnato molte tecniche di autodifesa per liberarci dalle prese o dagli afferramenti al collo, al braccio e molto altro ancora. Anche questo stage è stato molto emozionante e, Gianni mi ha fatto i complimenti per come mi sono prodigato e impegnato per imparare queste tecniche.
Un ringraziamento particolare vorrei fare per Davide Gardella il mio insegnante, per aver sempre creduto in me e nelle mie qualità come esponente dell'arte di Bruce Lee in Bari. Ringrazio anche Alessandra Tassi, Carmine Terzulli e tutti i miei compagni di allenamento, per aver condiviso con me questa bellissima esperienza.

Luigi Clemente