sabato 22 maggio 2010

TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA

Ho pensato che tutte le persone che fanno sport e che dedicano il proprio tempo ai ragazzi possano da questa lettura trarre utili momenti di riflessione, così come è stato per me.

Ad una cena di beneficenza per una scuola che cura bambini con problemi di apprendimento, il padre di uno degli studenti fece un discorso che non sarebbe mai più stato dimenticato da nessuno dei presenti. Dopo aver lodato la scuola ed il suo eccellente staff, egli pose una domanda: "Quando non viene raggiunta da interferenze esterne, la natura fa il suo lavoro con perfezione. Purtroppo mio figlio Shay non può imparare le cose nel modo in cui lo fanno gli altri bambini. Non può comprendere

profondamente le cose come gli altri. Dov'è il naturale ordine delle cose quando si tratta di mio figlio?" Il pubblico alla domanda si fece silenzioso.Il padre continuò: "Penso che quando viene al mondo un bambino come Shay,handicappato fisicamente e mentalmente, si presenta la grande opportunità di realizzare la natura umana e avviene nel modo in cui le altre persone trattano quel bambino."

A quel punto cominciò a narrare una storia:

Shay e suo padre passeggiavano nei pressi di un parco dove Shay sapeva che c'erano bambini che giocavano a baseball.Shay chiese: "Pensi che quei ragazzi mi faranno giocare?" Il padre di Shay sapeva che la maggior parte di loro non avrebbe voluto in squadra un giocatore come Shay, ma sapeva anche che se gli fosse stato permesso di giocare, questo avrebbe dato a suo figlio la speranza di poter essere accettato dagli altri a discapito del suo handicap, cosa di cui Shay aveva immensamente bisogno. Il padre si Shay si avvicinò ad uno dei ragazzi sul campo e chiese (non aspettandosi molto) se suo figlio potesse giocare. Il ragazzo si guardò intorno in cerca di consenso e disse: "Stiamo perdendo di sei punti e il gioco è all'ottavo inning. Penso che possa entrare nella squadra: lo faremo entrare nel nono" . Shay entrò nella panchina della squadra e con un sorriso enorme, si mise su la maglia del team. Il padre guardò la scena con le lacrime agli occhi e con un senso di calore nel petto.

I ragazzi videro la gioia del padre all'idea che il figlio fosse accettato dagli altri. Alla fine dell'ottavo inning, la squadra di Shay prese alcuni punti ma era sempre indietro di tre punti. All'inizio del nono inning Shay indossò il guanto ed entrò in campo.

Anche se nessun tiro arrivò nella sua direzione, lui era in estasi solo all'idea di giocare in un campo da baseball e con un enorme sorriso che andava da orecchio ad orecchio salutava suo padre sugli spalti. Alla fine del nono inning la squadra di Shay segnò un nuovo punto: ora, con due out e le basi cariche si poteva anche pensare di vincere e Shay era incaricato di

essere il prossimo alla battuta. A questo punto, avrebbero lasciato battere Shay anche se significava perdere la partita? Incredibilmente lo lasciarono battere. Tutti sapevano che era una cosa impossibile per Shay che non sapeva nemmeno

tenere in mano la mazza, tantomeno colpire una palla. In ogni caso, come Shay si mise alla battuta, il lanciatore, capendo che la squadra stava rinunciando alla vittoria in cambio di quel magico momento per Shay, si avvicinò di qualche passo e tirò la palla così piano e mirando perché Shay potesse prenderla con la mazza. Il primo tirò arrivò a destinazione e Shay dondolò goffamente mancando la palla. Di nuovo il tiratore si avvicinò di qualche passo per tirare dolcemente la palla a Shay. Come il tiro lo raggiunse Shay dondolò e questa volta colpì la palla che ritornò lentamente verso il tiratore. Ma il gioco non era ancora

finito. A quel punto il battitore andò a raccogliere la palla: avrebbe potuto darla all' uomo in prima base e Shay sarebbe stato eliminato e la partita sarebbe finita. Invece... Il tiratore lanciò la palla di molto oltre l'uomo in prima base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti dagli spalti e tutti i componenti delle due squadre incominciarono a gridare: "Shay corri in prima base! Corri in prima base!" Mai Shay in tutta la sua vita aveva corso così lontano, ma lo fece e così raggiunse la prima base. Raggiunse la prima base con occhi spalancati dall'emozione. A quell punto tutti urlarono: " Corri fino alla seconda base!" Prendendo fiato Shay corse fino alla seconda trafelato. Nel momento in cui Shay arrivò alla seconda base la squadra avversaria aveva ormai recuperato la palla.. Il ragazzo più piccolo di età che aveva ripreso la palla quindi sapeva di poter

vincere e diventare l'eroe della partita, avrebbe potuto tirare la palla all'uomo in seconda base ma fece come il tiratore prima di lui, la lanciò intenzionalmente molto oltre l'uomo in terza base e in modo che nessun altro della squadra potesse raccoglierla. Tutti urlavano: "Bravo Shay, vai così! Ora corri!" Shay raggiunse la terza base perché un ragazzo del team avversario lo

raggiunse e lo aiutò girandolo nella direzione giusta. Nel momento in cui Shay raggiunse la terza base tutti urlavano di gioia. A quel punto tutti gridarono: " Corri in prima, torna in base!!!!" E così fece: da solo tornò in prima base, dove tutti lo sollevarono in aria e ne fecero l'eroe della partita. "Quel giorno - disse il padre piangendo - i ragazzi di entrambe le squadre hanno aiutato a portare in questo mondo un grande dono di vero amore ed umanità".

Shay non è vissuto fino all'estate successiva. E' morto l'inverno dopo ma non si è mai più dimenticato di essere l'eroe della partita e di aver reso orgoglioso e felice suo padre... nè dimenticò mai l'abbraccio di sua madre quando tornato a casa le raccontò di aver giocato e vinto.

ED ORA UNA PICCOLA NOTA AL FONDO DI QUESTA STORIA:

In internet ci scambiamo un sacco di giochi e mail scherzose senza che queste ci facciano riflettere, ma quando si tratta di diffondere mail sulle scelte della vita noi esitiamo. Il crudo, il volgare e l'osceno passano liberamente nel cyber spazio, ma le

discussioni pubbliche sulla decenza sono troppo spesso soppresse nella nostre scuole e nei luoghi di lavoro.

Se stai pensando di forwardare questo messaggio, c'è probabilità che sfoglierai i tuoi contatti di rubrica scegliendo le persone 'appropriate' o 'inappropriate' a ricevere questo messaggio.

Bene: la persona che ti ha mandato questa e-mail pensa che TUTTI NOI POSSIAMO FARE LA DIFFERENZA.

Tutti noi abbiamo migliaia di opportunità, ogni giorno, di aiutare il 'naturale corso delle cose' a realizzarsi.

Ogni interazione tra persone, anche la più inaspettata, ci offre una opportunità: passiamo una calda scintilla d'amore e umanità o rinunciamo a questa opportunità e lasciamo il mondo un po' più freddo?

Un uomo saggio una volta disse che ogni società è giudicata in base a come tratta soprattutto i meno fortunati!

Ora tu hai 2 scelte:

1.cancellare

2. inoltrare

Possa questo giorno essere un giorno luminoso....

Luigi Clemente

sabato 15 maggio 2010

Il vero Spirito delle Arti Marziali

Le Arti Marziali hanno una caratteristica molto particolare, in quanto esse sono discipline psicofisiche che, offrono a chi le pratica, la capacità di disciplinare il corpo e la mente in modo equilibrato e del tutto originale, perché ogni essere umano ha questa capacità che gli permette di auto controllarsi. Le Arti Marziali sono discipline create molti secoli fa da dei personaggi che imitavano gli animali. Da queste imitazioni sono nate varie discipline come il Kung Fu, o il Kung Fu dei cinque animali, Shaolin ecc. La cosa importante ora non è tanto soffermarci sulla spiegazione dei vari stili di combattimento, quanto piuttosto concentrarci sul loro contenuto emotivo, psicologico, spirituale e naturalmente fisico. La psicologia ha come fondamento il curare la mente dando nuove prospettive e nuovi modi di pensare alla gente, cioè persone che per svariati motivi hanno perso fiducia nelle loro capacità, nei loro modi di fare e questo influenza molto la loro personalità, in quanto noi siamo felici, quando pensiamo realmente di fare le cose che ci piacciono di più, quando le mettiamo in pratica, questo ci fa sentire bene e naturalmente felici. Il mondo moderno ha una brutta concezione delle arti marziali, perché le considera solo un modo per fare violenza, o uno sport olimpico e basta. In realtà non tutti comprendono che le arti marziali sono esattamente l’opposto di ciò che realmente la gente pensa. Le arti marziali, hanno lo scopo di incrementare la capacità mentale e fisica di cui il combattente ha bisogno per affrontare la vita. Attraverso lo studio di tecniche marziali da combattimento, il combattente impara a conoscere il proprio corpo, rendendolo più forte, più sano e più robusto. Attraverso esercizi specifici di ginnastica quali corsa, stretching, ecc, il combattente impara a conoscere i punti di forza del suo corpo e impara anche a rispettarlo. Mediante esercizi spirituali quali il Qi Gong (una ginnastica energetica molto antica e che prende radice dal Kung Fu), il combattente impara a conoscere se stesso, ad autodisciplinarsi e a controllare perfettamente anche le proprie emozioni. Come potete vedere le arti marziali sono una vera e propria arte psicologica applicata al combattimento. Certamente mi rendo conto che il combattente studia tecniche molto particolari come pugni, calci, leve articolari ecc e, queste applicabili in combattimento potrebbero provocare danni seri all’avversario, se non addirittura la morte, ma chi studia le arti marziali per scopo di crescita personale, sa bene che tale cosa va contro i principi stessi delle arti marziali e che quindi tale azione può far del male al prossimo. Le arti marziali sono state sviluppate per “guarire il prossimo” e non per distruggerlo. Chi pratica le arti marziali in modo serio e scrupoloso impara a conoscere se stesso fino in fondo, scoprendo di avere qualità che prima non concepiva o non sapeva di avere. Bruce Lee disse una volta: “Le Arti Marziali sono come un arte, sono l’espressione vivente dell’essere umano”. Infatti proprio come la musica, la scultura, la pittura ecc ha bisogno dell’uomo per essere espressa, così le arti marziali hanno bisogno del corpo per essere espressa pienamente. Immaginate se non ci fossero, persone che non sapessero suonare, o creare sculture mozzafiato, o persone che non sanno dipingere un quadro! Noi potremmo conoscere queste arti? Io penso di no! Perché tutto ciò? Perché se non ci fossero uomini capaci di esprimere tali arti, l’arte di per se sarebbe morta, perché nessuno saprebbe esprimerla agli altri. Quindi, un artista come potrebbe esprimere onestamente se stesso, i suoi sentimenti, emozioni se non ci fosse l’arte? Tutto sarebbe perduto e noi non potremmo goderci la meravigliosa musica di Beethoven per esempio, ne potremmo goderci un dipinto di Picasso ecc. L’arte ha bisogno del nostro corpo per essere espressa. Spero che questo articolo vi chiarisca le idee circa la concezione sbagliata che la gente ha nei confronti delle arti marziali. Le arti marziali sono una disciplina psicofisica nata con l’intento di sostenere il combattente nel suo percorso di crescita personale, interiore e fisico. Esse fanno si che il combattente impari a fluire come l’acqua che scorre in un ruscello, insegnandoli come attualizzarsi ed espandersi, diventando un tutt’uno con se stesso.


Luigi Clemente

Il nome,i riferimenti, immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO - C.A.A.M. con l'esplicito permesso di Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l'espressa autorizzazione di Ted Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.