mercoledì 31 ottobre 2007

Una valutazione oggettiva dell'abilità di Bruce Lee nel combattimento


A partire dal film "The Big Boss" sembra esserci un'onda di entusiasmo nel voler trovare "un altro Bruce Lee" tra tutte le tipologie di persone, specialmente tra artisti marziali, che praticano Karate, Judo ecc. Non importa che questi atleti abbiano o no la capacità di recitare, basta solo che siano capaci di calciare o tirare pugni decentemente e che conoscano qualche trucco o trovata, e i produttori faranno di loro delle stelle.
Ma adesso basta. E' così semplice diventare una stella? posso assicurarvi che non è poi tanto semplice. Vi dico anche che quando verranno messi in onda più film di Bruce Lee, il pubblico si renderà conto presto della differenza, non solo per la sua capacità di recitare, ma anche per le sue abilità fisiche. Per esempio, nel film "The way of the dragon" l'abilità di Bruce Lee si confronta con quella di un campione americano, Chuck Norris, per sette volte campione mondiale degli All-American Open e del World Karate Championship. Poi con Bob Wall, il campione dei pesi massimi di karate nel 1970, e ancora con Wong In Sik, l'esperto di Hapkido di settimo grado, che alcuni degli spettatori avranno visto nel film intitolato Hapkido.
"Naturalmente si tratta solo di fare un film" diranno le persone. Ma io sono sicuro che il pubblico non è così insensibile da non essere in grado di vedere e valutare da sè e di confrontare la velocità, la potenza, il ritmo, la coordinazione, la versatilità ecc. di questi uomini.
"Black Belt", la rivista più diffusa al mondo e la più autorevole sulle arti marziali, ha pubblicato molti articoli su Bruce Lee prima che diventasse attore. Devo sottolineare qui che "Black Belt" è un punto di riferimento per quello che accade sulla scena internazionale delle arti marziali, un'autorevole rivista di qualità. In un'esclusiva intervista di "Black Belt" fatta non tanto tempo fa, vennero espresse direttamente o indirettamente da esperti di arti marziali alcune opinioni sull'abilità di Bruce Lee nel combattimento.

ERNEST LIEB

Ernest Lieb è cintura nera di quinto grado (karate) e direttore dell'Associazione americana di karate negli Stati Uniti. Di Bruce Lee dice: "Ho incontrato Bruce Lee e ho avuto il privilegio di lavorare con lui più volte. Anche se ho vinto quarantadue tornei di karate, non ritengo di essere alla sua altezza. La sua velocità supera quella di molte cinture nere che conosco".


JHOON GOO RHEE

Jhoon Rhee, cintura nera di settimo grado di tae kwon do, considerato generalmente l'uomo che ha introdotto il tae kwon do in America, descrive il Jeet Kune Do di Bruce Lee come qualcosa di "davvero scientifico e pratico, soprattutto nelle situazioni da strada".


CHUCK NORRIS

Chuck Norris, il campione americano di karate che di recente ha interpretato un ruolo con Bruce Lee nel film "The way of the dragon" ha ammesso subito davanti a milioni di spettatori, in una recente intervista a Hong Kong, che Bruce Lee è il suo maestro e che lo considera fantastico. Devo aggiungere anche che due altri campioni di karate - i campioni dei pesi massimi Joe Lewis e Mike Stone - hanno preso lezioni da Bruce, insieme con Chuck. Ora, tutti e tre questi uomini provengono da stili diversi e sono molto affermati. Tuttavia hanno voluto imparare da Bruce. Nella rubrica sportiva di "Washington Star" del 16 agosto 1970, è stato scritto quanto segue:






Tre degli allievi di Bruce Lee, Joe Lewis, Chuck Norris e Mike Stone, hanno vinto tutti i maggiori tornei di karate negli Stati Uniti. Joe Lewis è stato il Grande Campione Nazionale per tre anni successivi. Bruce Lee si occupa e insegna loro, quasi come farebbe un padre con i suoi figli. E' qualcosa di sconcertante a vedersi, come entrare in un saloon del vecchio West e vedere i ragazzi più veloci del territorio starsene li con le loro rivoltelle. Poi arriva un gentile e piccolo compagno che dice: "Quante volte devo dirvelo? State sbagliando tutto" E i tre ragazzi lo stanno ad ascoltare. Attentamente.




KEN KNUDSON

Ken Knudson, un grande artista marziale dello stile goju shorei, vincitore di molti tornei, dice: La potenza dei calci e dei pugni di Bruce Lee è dirompente. Mi ha mostrato un calcio laterale, che mi ha mosso così velocemente da lasciarmi la sensazione che i miei occhi fossero ancora li dov'ero prima che sferrasse il calcio. Usa la logica, intendo una buona logica, in tutte le sue tecniche". Ken è attualmente uno dei migliori atleti di karate degli Stati Uniti.


ALLEN STEEN

Allen Steen è vincitore del campionato di karate di Long Beach, Allen Steen dice che: "quello che Bruce mi ha mostrato della sua arte mi ha davvero impressionato".


FRED WREN

Fred Wren, un altro dei migliori dieci atleti di karate in America, ha solo lodi per Bruce Lee. Per dirla con le sue parole: "Non ho mai incontrato nessuno con maggiore abilità nel combattere e più conoscenza del signor Lee".


WALLY JAY

Wally jay, quinto grado di cintura nera di judo e allenatore di judo dell'anno in America, addestra con successo molte squadre di judo. Sa che cosa significa essere un campione e un buon rivale. Su Bruce Lee ci dice quanto segue: "Bruce è vivace, affascinante, impareggiabile". Continua affermando che è "continuamente" sbalordito da come Bruce riesca a essere veloce come un lampo senza diminuire la tremenda potenza del suo pugno".
Wally jay si dedica all'arte marziale da oltre quarant'anni. Paragona Bruce "alla grazia, all'agilità e alla potenza di una pantera nera".


LOUIS DELGADO

La cintura nera Louis Delgado, che una volta ha battuto Chuck Norris nel Grande Campionato a New York, descrive Bruce Lee, nella rivista "Black Belt" del novembre 1969, come segue: "Io non ho mai visto nessuno come Lee. Ho incontrato e mi sono allenato con molti atleti di karate, ma Bruce è il solo che mi ha completamente spiazzato. Sono completamente intimorito quando combatto con lui".


JAY MATHER

In una lettera circolare che annunciava il prossimo campionato invernale di karate, Jay Mather, cintura nera e detentore del titolo, descrive l'abilità di Bruce come qualcosa che "ha fatto di lui una leggenda del suo tempo".

HAYWARD NISHIOKA

Nishioka è il campione del torneo nippo-americano di judo, e anche cintura nera dello stile shotokan di karate. Hayward ha condotto un test scientifico all'Università della California per scoprire la differenza tra un pugno di karate e un pugno di Jeet Kune Do. La conclusione è che il pugno di Jeet Kune Do è davvero molto più potente e distruttivo del classico pugno di karate.


JOE LEWIS

E' assai interessante menzionare qui (anche se sono consapevole che l'ambiente delle arti marziali di Hong Kong non è in stretti rapporti con quello delle arti marziali americane) l'incontro tra Bruce Lee e l'indiscusso peso massimo campione di karate Joe Lewis. A quanto sembra, Joe Lewis nutre un profondo rispetto per la conoscenza e l'abilità di Bruce.
Nel caso non siate al corrente della reputazione che ha Joe Lewis nell'ambiente delle arti marziali in America, egli viene considerato una specie di "cattivo ragazzo" del karate. Molte persone pensano che sia un prepotente. In effetti ha spezzato qualche costola. Quando Bob Wall, uno degli allievi, apparso anche nel film "The way of the dragon", lo incontrò per la prima volta in un allenamento di stile libero, con un calcio Joe Lewis gli spezzo tre costole. Anche se Joe è egoista e arrogante per natura, è bravo in quello che fa. L'inserto annuale del 1968 della rivista "Black Belt" parla della vittoria di Lewis nel torneo nazionale di Karate a Washington:

Lewis era eccezionalmente in forma, evidentemente rinato con una nuova tecnica, che incorporava il jeet kune do, e con l'ambizione di battere ogni avversario e di vincere il suo terzo campionato consecutivo di karate in questa arena. Il suo carattere di solito scontroso era cambiato, o almeno così sembrava in questo torneo, e in genere appariva di buon umore, sostenuto senza dubbio dal suo Sifu Bruce Lee, che è stato molto orgoglioso del risultato ottenuto.
Lewis ha dimostrato nel combattimento un'agilità mai vista prima, e ha battuto l'avversario con un tale livello di qualità che, in confronto a lui, il suo avversario era una pallida ombra. Quando gli è stata assegnata la corona, Lewis ha umilmente ringraziato il suo Sifu, Bruce Lee, dandogli il merito del suo miglioramento. Qualcosa che Lewis non aveva mai fatto prima! Sembrava un nuovo Lewis.

Nel caso vi siate persi le ultime notizie, il Jeet Kune Do - di cui Bruce Lee è il fondatore - è stato scelto e accettato nella Black Belt Hall Of Fame in America. E' la prima volta che una forma recentemente sviluppata di arte marziale viene accettata a livello nazionale.
No, il jeet kune do non ha migliaia o centinaia di anni. E' nato intorno al 1965 grazie ad un uomo molto appassionato e forte di nome Bruce Lee. La sua arte marziale è qualcosa che nessun artista marziale serio può ignorare. E dietro la sua abilità e la sua saggezza c'è un vero uomo, e posso dire con orgoglio che è uno di noi; è il nostro rappresentante dell'arte marziale cinese. Casualmente, il nostro articolo termina proprio qui.

An Objective Evaluation of the Combative Skill of Bruce Lee by Those Who Know What It Is
Registrazione su audiocassetta, 1972 Bruce Lee Archive

domenica 28 ottobre 2007

Foto varie di Allenamento

"La Via Del Pugno Che Intercetta"


Miglior Studente Dell'anno

Luigi in Allenamento

Training in Footwork


Training in Leading Punch


Gruppo di Bari e Mrs Wong



Training With Pasquale


Training In Footwork With Ted Wong


Schivo un colpo di Ted Wong


On Guard Position


Uppercuts With Pasquale


I And Ted Wong

I And Davide


venerdì 26 ottobre 2007

Foto Bruce Lee

"The Using No Way As Way, Having No Limitation As Limitation"


Bruce Lee's Statue in Hong Kong

Bruce Lee - 1 -


Bruce Lee - 2 -

Bruce Lee - 3 -


Bruce Lee - 4 -


Bruce Lee - 5 -


Bruce Lee - 6 -


Bruce Lee - 7 -


Bruce Lee - 8 -


Bruce Lee - 9 -


Bruce Lee - 10 -

Warrior's Core

Il Cuore di un Guerriero
"Nel mio processo interiore"
Parte II



Cosa significa Cuore di un Guerriero?
Chi è un Guerriero?

Il “Guerriero” è il guardiano dei valori, di ciò che conta realmente nella vita e vale la pena difendere, guerriero armato di lealtà e coraggio, un “Guerriero di Pace”.
Sapete, come al solito prima di iniziare a scrivere un articolo mi piace molto fare domande che suscitino una qualche forma di provocazione in una persona, per mettersi in relazione con quanto sto per dire.
Ciò che mi accingo a spiegarvi con questo articolo, è il processo di autoidentificazione che vivo in questo periodo della mia vita. Sia chiaro, non voglio in alcun modo che voi approviate ciò che sto per dirvi; mi piacerebbe suscitare qualche riflessione nel vostro interno.
Innanzitutto, desidero chiarire una cosa: ciò che penso delle Arti Marziali è qualcosa che va ben oltre il gesto atletico o il puro e semplice combattimento, non penso come Bruce Lee, perchè anche se condivido il suo modo di intendere le Arti Marziali, io credo in un qualcosa di più del semplice miglioramento come lottatore.
Ultimamente ho letto un articolo sul Kung Fu e, in modo particolare su ciò che significa, quali sono i suoi principi ecc. Ho letto una frase che mi è rimasta in mente e, ha suscitato in me una riflessione: "il Guerriero è il guardiano dei valori, di ciò che conta realmente nella vita e vale la pena difendere, Guerriero armato di coraggio e lealtà, un Guerriero di Pace".
Sapete sono rimasto scioccato e, tuttavia molto eccitato a questa idea delle Arti Marziali.
Leggendo questo articolo, il cuore e la mia mente si sono scombussolati, creando scompiglio, perchè tutto ciò in cui credevo fermamente delle Arti Marziali: i principi, la filosofia ecc. Non avevano più molta importanza per me.
Ho cercato invano di levarmi dalla mente ogni pensiero di critica, di giudizio negativo su quanto credevo in precedenza, ma più mi sforzavo di cancellarlo, più ciò che aveva suscitato in me quell'articolo prendeva forma.
Il punto non riguarda il Jeet Kune Do, ne Bruce Lee e il suo modo di pensare; il punto è capire ciò che io penso delle Arti Marziali, di Bruce Lee e del Jeet Kune Do.
Le Arti Marziali, sono per me fondamentali, perchè esse danno un senso alla mia vita, mi permettono di entrare in contatto con la gente, di accrescere il loro entusiasmo, scoprire dentro di loro la forza per risollevarsi, di realizzare i propri sogni e chi più ne ha, più ne metta.
Il Jeet Kune Do, è l'arte con cui ho scelto di vivere questo cammino, non è stata la passione per Bruce Lee a farmi scegliere il J.K.D., sono stato io a scegliere così, perchè il J.K.D. rispecchiava perfettamente ciò che volevo dalle Arti Marziali.
Quanto a Bruce Lee, non ci sono parole per esprimere la grandezza e la forza di volontà che lo caraterizzavano, i suoi scritti, la sua filosofia, il suo pensiero, sono stati i primi maestri per migliorare la mia vita.
Ritornando al discorso sulle Arti Marziali, io credo che un Guerriero sia colui che mette se stesso a disposizione degli altri. Non ha solo la forza di un combattente molto capace, ma ha anche cuore e anima, permettendogli così di sostenere i più deboli o, più semplicemente coloro che hanno bisogno di aiuto. Si fa beffe delle paure, delle incertezze, delle insicurezze e, non sa mai quando è il momento di arrendersi.
Bene siamo arrivati al nocciolo della questione: IO CREDO IN QUESTO.
Credo fermamente in quello che ho appena detto e, cioè un Guerriero è colui che mette se stesso al servizio degli altri, dona piuttosto che ricevere. Ama piuttosto che odiare. Perdona piuttosto che avere rancore. Combatte per gli altri piuttosto che per se stesso.
Ragazzi, non immaginate l'emozione che provo nel scrivervi quello che penso, perchè sinceramente credo in questo, non credo nelle chiacchiere morte, credo esattamente in quello che sto dicendo. Non sto cercando di influenzarvi, ma solo di rendervi partecipi del mio pensiero e, proprio per questo cerco di esprimere me stesso onestamente il più possibile.
A causa di questo mio pensiero sulle Arti Marziali e nella "Via del Guerriero" mi si è presentata l'opportunità di realizzare un sogno grandissimo che, sembrerebbe "impossibile" realizzare ma non lo è per me: voglio aprire una scuola di Jeet Kune Do no-profit per aiutare le persone in difficoltà.
Ho stabilito un tempo di dieci anni per realizzare questo progetto, sono certo che non sarà una passeggiata, ma ricordate che credo "nell'impossibile".
Sono sicuro che, le Arti Marziali possono fare molto in questo senso e, non parlo solo del combattimento, ma di una nuova via di intendere le Arti Marziali: LA VIA DEL GUERRIERO.


Luigi Clemente

sabato 20 ottobre 2007

I Principi del Jeet Kune Do



  1. Non classical - postura - nessuna posizione rigida - footwork movimento realistico - nessuna confusione ritmica
  2. Directness - niente difesa passiva - rispondere come un eco - noi siamo offensivi

  3. Semplicity - Agire senza nessun segno

Fini ultimi del Jeet Kune Do

  • Studio dei principi filosofici di Bruce Lee

  • Niente competizioni sportive

  • Migliorare la capacità fisico - atletiche

  • Autocontrollo non contatto passivo

  • Migliorare l'equilibrio mente - corpo

  • Visione Globale del combattimento

  • Migliorare la propria persona.


Luigi Clemente

Origine e Sviluppo del Jeet Kune Do



  1. 1953: impara il Wing Chun Kung Fu da (Yip Man)
  2. 1958: Insegna Wing Chun modificato che chiama Jun Fan Gung Fu negli (USA)
  3. 1960: Insegna l'arte del Jun Fan Gung Fu modificato (egli non crede nei sistemi di autodifesa orientale)
  4. 1965: Studia i principi del pugilato e della scherma occidentale (egli apprezza l'immediatezza di sistemi di combattimento efficaci e non classici)
  5. 1967: Chiama il suo stile Jeet Kune Do (The Way Of Intercepting Fist)

Intercettare: JKD

Le radici sono:

  • Posizione di guardia
  • Footwork (lavoro di gambe)
  • Pugno diretto con la mano avanzata (tutto nell'insieme racchiude un costante allenamento)


Unire il tutto nella fluidità (durezza - morbidezza)

Parzialità (Due metà sono separate)

Fluidità (Due metà vanno di pari passo)

Emptiness (vuoto - nulla)

"Usa il non metodo, come metodo, avendo l'assenza di limiti, come limite" Bruce Lee



Luigi Clemente

The core of Bruce Lee's Jeet Kune Do


Jeet Kune Do


Nessuna regola fissa.
Non esistono regole indiscutibili adattabili a tutti i casi della vita; bisogna essere fluidi e morbidi come l'acqua, perchè se essa è versata in una tazza, essa prende la forma della tazza, se la metti in una teiera, diventa la teiera, l'acqua può strusciare, sgocciolare, spaccare.
Essere acqua, vuol dire muoversi in ogni direzione senza preconcetti e limitazioni analizzando velocemente quanto accade e selezionando istintivamente l'azione giusta al momento giusto.
Quindi il Jeet Kune Do non è uno stile con principi stabili: è solo una specie di barca per raggiungere la riva di un fiume. Ma poi quando la si è raggiunta non bisogna mai caricarsela sulle spalle. Si deve imparare ad acquistare scioltezza e istintività: quest'ultima tutti la possediamo, ma bisogna potenziarla. Come Bruce Lee diceva: se vuoi imparare a nuotare, devi calarti in acqua, così è il Jeet Kune Do. Se vuoi imparare a combattere devi esercitarti sempre fino a quando il corpo non avrà assorbito la tecnica fino in fondo tanto che quando ti trovi in una situazione di pericolo, il corpo partirà da solo senza pensare, ma sarà diretto e immediato. In questo modo anche se non ce ne accorgiamo il nostro fisico e la nostra mente agiranno all'unisono nel modo giusto, capaci di non rimanere intrappolati in nessun pregiudizio e, di reagire come si conviene in ogni frangente.Il principio della spontaneità è importantissimo, non deve essere soffocato.
Detto questo ricordiamo cinque principi fondamentali del JKD di Bruce Lee:

  • Esercitarsi con bersagli mobili: il JKD è contro la pratica con bersagli morti come fantocci o uomini di legno.Questi non offrono la mobilità, la varietà, di un corpo umano. Nella realtà, ci troviamo a combattere con persone come noi, con due braccia e due gambe che si muovono perciò solo esercitandosi con altri praticanti, si può sviluppare la capacità di adattarsi a tutti i cambiamenti. I bersagli inominati vanno bene ma usati limitatamente, per non atrofizzarci,

  • Imparare dal combattimento reale: Il JKD non richiede più di due praticanti per i combattimenti simulati, nella maggioranza dei casi. Ciò da vita ad uno show, che può essere anche bello da vedere, ma resta pur sempre uno show! Si deve combattere contro veri e molteplici avversari, bisogna adattarsi ad ogni campo di combattimento,

  • Indossare protezioni: E' un dovere del praticante. Perchè specie in un duello che deve rispecchiare il reale combattimento da strada, non si può avere un perfetto controllo dei colpi che devono invece essere portati con efficacia e durezza se la nostra vita è minacciata. Indossando protezioni, cioè corpetti di gomma, guantoni è ottimo e utile, quando ci si allena con un compagno,

  • Esercitarsi in spazi aperti: Non esistono solo le quattro mura della palestra. Per l'atleta sarebbe vantaggioso allenarsi anche in zone ampiamente estese (prati), ricavando buon effetto dell'aria fresca e della natura,

  • Esercitarsi al mattino: E' il momento migliore, perchè il corpo è pronto a rivitalizzarsi dopo il riposo notturno.
Il Jeet Kune Do non è un sistema, ne uno stile, egli non ha regole precise, ne forme precise, perciò può assumere tutte le forme e non è condizionato da nessuno di essi. Si serve di tutti i mezzi utili al suo scopo, per questo è l'arte di semplificare. Il Jeet Kune Do non ha posture classiche, nessun disordine ritmico, nessuna difesa passiva, in essa tutto è ridotto all'essenziale, ridurre al minimo quotidianamente invece di aumentare quotidianamente.

Le tre fasi del Jeet Kune Do sono:

  1. colpire il nucleo,
  2. liberarsi del nucleo,
  3. ritornare alla posizione di riposo.

Io personalmente vivo il Jeet Kune Do secondo il mio modo di fare le cose e di esprimermi onestamente, quando pensi di non farcela automaticamente non ce la fai, mentre se trasformi quell'atto di sfiducia in un ponte da superare, automaticamente ce la fai. E' tutta questione di esercizio, esercizio e ancora esercizio, perchè solo allenandoti continuamente potrai avere dei risultati soddisfacenti.



Luigi Clemente

The Explotion Speed


The Explotion Speed
(la velocità esplosiva)


Molte volte in un combattimento, ci dimentichiamo di una cosa molto importante e, cioè che la forza può non essere sufficiente per mettere l'avversario al tappeto, per questo è necessario allenarsi a lungo e incessantemente.
L'allenamento, è il metodo più completo per aumentare, non solo la condizione fisica generale, ma offre al lottatore varie metodologie per sviluppare al meglio le sue potenzialità.
La velocità, deve essere allenata di pari passo con la forza, perchè puoi essere estremamente forte, ma se non hai la velocità non riuscirai a colpire il tuo avversario.
Bruce Lee nel suo allenamento, affrontava molto la teoria della velocità esplosiva basandosi su quei principi che potessero aumentare la sua velocità.
Per questo motivo, parliamo di velocità esplosiva, basandosi sul fattore della forza unita alla velocità formano un pugno micidiale e potente, perchè si sfrutta l'intero peso corporeo, trasformando il proprio pugno in un arma che, potrebbe adirittura chiudere facilmente un duello.
Con un pugno o, un calcio la teoria non cambia, perchè la velocità esplosiva si basa su tutte le armi che l'artista marziale ha a disposizione. Gli esercizi atti a sviluppare la velocità esplosiva sono i seguenti:

  1. Riscaldamento generale: migliora le prestazioni fisiche dell'atleta aumentando progressivamente velocità e coordinazione,

  2. Combinazioni: tra calci e pugni tirati già in partenza con grande velocità, mantenendo sempre una perfetta coordinazione della posizione di guardia,

  3. Ripetizioni: eseguire ogni giorno 200 - 300 allunghi aumentando progressivamente velocità di scatto,

  4. Perfetta coordinazione di colpi tirati con Arte Senz'arte

  5. Esercizi con pesi leggeri: danno forza e sviluppano la resistenza muscolare.

Questi sono solo alcuni tra i molti esercizi atti a sviluppare la velocità esplosiva, ma è un buon inizio per migliorare la propria velocità puntando solo su quei principi finora elencati. La velocità esplosiva, come tutte le altre tecniche deve essere allenata con diligenza e, soprattutto con grande sforzo.

Nota: Come il cobra, il tuo colpo deve essere sentito e non visto. Non è importante la potenza con cui viene tirato il colpo, ma la velocità con cui viene sferrato. Bruce Lee

Il colpo (pugno o calcio), deve essere sferrato con una velocità tale, da non far accorgere l'avversario di ciò che gli sta per accadere. La combinazione è importante. Le tecniche di combinazione, sono le più usate nel jeet kune do, perchè permettono al lottatore di colpire sempre, senza fermarsi. Un altro esercizio che voi potete applicare nella vostra pratica quotidiana è l'esercizio della Boxe a vuoto. La boxe a vuoto è un ottimo esercizio per imparare la corretta esecuzione delle tecniche, permette anche di migliorare la coordinazione e la velocità di esecuzione. Anche la corda è un ottimo esercizio per migliorare l'equilibrio e, la capacità di spostare bene il peso del corpo e il Footwork. Ricordate che, la velocità è una qualità che tutti hanno, ma pochissimi sono in grado di svilupparla al massimo.



Luigi Clemente

venerdì 5 ottobre 2007

Il Potere della Volontà

IO SONO UN LOTTATORE


Il mio desiderio, o meglio ardente desiderio è di essere quello che sono cioè un lottatore.
Non ho dubbi sul fatto, di essere quello che sono cioè un lottatore.
La mia motivazione è quella di migliorare in tutti gli aspetti: fisici, spirituali e mentali che riguardano la mia volontà di essere un lottatore.
Il mio progetto è quello di essere un esperto di Arti Marziali professionista e, voglio entrare a far parte delle Leggende delle Arti Marziali. Un altro progetto, è quello di entrare a far parte del consiglio direttivo della Bruce Lee Foundation, assieme al mio mentore Sifù Ted Wong.
Ma ho ancora un altro progetto, quello più grande: vorrei aprire una scuola no-profit di Jun Fan Jeet Kune Do nella mia città, per aiutare tanti giovani, ragazzi e ragazze a credere in se stessi.
A realizzare, i loro sogni e, a far emergere le loro qualità di esseri umani.
Questo richiede tempo, dedizione, e duro lavoro, ma sono io che lo voglio realizzare, ad ogni costo facendo, sacrifici e lavorando molto e, non dimentico assolutamente di essere un lottatore.
Lottare è il mio obiettivo, lottare mi rende felice, lottare mi realizza, lottare dà un senso alla mia vita e, mi dà la possibilità di entrare in contatto con la gente. Mi permette di accrescere la gioia e, di accrescere la gioia degli altri.
Bruce Lee maturò con gli anni, talmente tanto da crearsi una sua filosofia personale che, riguardava la continua crescita dell'essere umano attraverso il processo di scoperta e il continuo scavare in se stessi.
Studiando e applicandomi, anche io ho "costruito" una mia filosofia personale, che riguarda la volontà di ogni essere umano di non arrendersi. Di fare del proprio meglio per realizzare se stesso, i propri obiettivi, affrontando tutti gli ostacoli direttamente, superandoli con la forza di volontà e il coraggio.
Questo, è ciò che mi ha permesso di resistere e di migliorare in tutti questi anni.
Con l'aiuto di Dio tutto noi possiamo realizzare e, siccome Dio è infinito, le nostre risorse sono infinite, purchè noi crediamo con tutto il cuore che Egli esiste e, Vive in mezzo a noi.
Ritornando al mio progetto, ho stabilito un tempo per realizzarlo; il mio scopo è quello di realizzarlo in dieci anni pieni, in modo tale da preparmi ai "grossi" ostacoli che devo affrontare e superare.
Mi impegnerò a fondo perchè ciò avvenga nel tempo stabilito.
E, ancora non dimentico di essere quello che voglio essere: UN LOTTATORE.

Luigi Clemente

Ted Wong mi ha detto...


Qui di seguito ho voluto inserire la lettera che Ted Wong (studente diretto di Bruce Lee) mi ha inviato dopo il famoso stage tenutosi a Marina di Massa il 12 e 13 maggio.

Dear friend and teacher Ted Wong,

i'm luigi,the boy much i admire you and for the your linking, the big force, of nill and your semplicity.Thanks of heart for you teaching and for help me to find in me the force of become one big warrior.I hope look in my city in future and trains together as two shellfriends.Your faiths are always with me, why give me, the force for walk on.Your faiths are: (to luigi my best to you always by ted wong).You sending the picture of us two together during privy - giving, yourself remember help you, noster moment beau more together, until return in Italy.Thanks Sif? for your teaching, with love and friend luigi.Ps: Not forget you are always number one.

A SALUTATION FOR TERI TOMSORRY FOR MY ENGLISH BIT ORIGINAL

BYE BYE LUIGI. (questa email lo inviata io a ted wong)

ps. scusate ma non trovo più la copia in italiano.


Caro Luigi,

Grazie per la tua email, mi dispiace che è passato tanto tempo prima di risponderti,ma il mio computer è stato fuori uso per un po’. Spero che per te ogni cosa vada bene. Tu sei il mio studente numero uno perchè metti il tuo cuore e la tua anima in quello che fai, nel jkd, e penso sempre quanto sei bravo e la dedizione del tuo cuore. Spero un giorno di venire dalle tue parti ed allenarmi nelle arti marziali con il mio studente numero uno.Con i miei migliori saluti ed amore per te e la tua famiglia.

Ted Wong (questa è la sua risposta)

Io e Ted Wong abbiamo unito una splendida amicizia, il nostro legame è lo stesso caso che è avvenuto molti anni prima tra lui e bruce lee.
Sono molto felice di aver incontrato una persona straordinaria come lui.


Luigi Clemente

Le Qualità primarie del JKD

JEET KUNE DO E LE QUALITA' PRIMARIE
(da Bruce Lee)


Il Jeet Kune Do ha la caratteristica primaria di perseguire come sua essenza la semplicità' e nella sua semplicità' devono essere allenate le Qualità'Il combattente deve essere una macchina perfetta, ogni suo componente deve essere controllato e ricontrollato, perfezionato, rielaborato, pronto a dare il meglio di se ad ogni prestazione !Cosi' deve essere il nostro corpo !!! Capace e pronto per ogni situazione.In elenco ecco quelle che sono le qualità' del JKD:


1. Coordinazione

2. Precisione

3. Potenza

4. Capacita' di durata

5. Equilibrio

6. Senso del corpo

7. Buona forma fisica

8. Percezione ottica

9. Velocità'

10. Tempismo

11. Sensibilità'


La Coordinazione è La principale caratteristica dell'atleta esperto e' la facilita' con cui si muove anche durante lo sforzo massimo. L'atleta che si muove in modo goffo, che sembra non trovare mai la distanza giusta, che calcola di continuo, che non riesce mai a sorprendere l'avversario, manca soprattutto di coordinazione.Perciò' si acquista la capacita' di coordinare i movimenti addestrando il sistema nervoso e non i muscoli.

La Precisione: Significa accuratezza nei movimenti, cioè' esattezza nel proiettare la forza. La precisione consiste in movimenti controllati che debbono essere eseguiti con il minimo dispendio di forza. Si può' acquistare precisione con l'esercizio. Lo specchio consente il costante controllo della situazione, della posizione delle mani e della tecnica.


La Potenza: E' potente non l'atleta forte, ma quello che sa usare la forza con rapidità'. Poiché' e' il prodotto della forza per la velocità', accresce la propria potenza l'atleta che impara ad eseguire i movimenti più' rapidamente, anche se la capacita' contrattile rimane immutata. Da Bruce Lee: ricorda di non assomigliare ad un autocarro che da la caccia a un coniglio.


La capacità di durata: Cioè' resistenza nel tempo, per sviluppare questa qualità' la cosa migliore e' di esercitarsi a compiere l'azione (ritmo intero o ritmo spezzato). Bisogna costringere l'apparato respiratorio e il sistema muscolare a fornire prestazioni superiori a quelle abitualmente richieste. I principianti si rifiutano di eseguire esercizi faticosi, invece debbono esercitarsi fino a stancarsi, riposare e dopo l'intervallo riprendere lo sforzo. Se la capacita' di durata non viene allenata di continuo essa scompare rapidamente.


Equilibrio: Il fattore più' importante nell'atteggiamento o impostazione del lottatore e' l'equilibrio. Se non si e' costantemente in equilibrio, non si può' essere efficienti ! Per migliorare questa qualità' allenati abbassando il centro di gravita', allargando la base, trasferendo il peso sugli avampiedi, le ginocchia vengono estese raramente, durante i movimenti il baricentro deve essere spostato rapidamente e con piccole azioni. Equilibrio significa controllo del proprio centro di gravita' ! Da Bruce Lee: bisogna cercare il proprio equilibrio muovendosi non stando fermi.

Luigi Clemente

martedì 2 ottobre 2007

Stage di Jun Fan Jeet Kune Do

Stage di Jun Fan Jeet Kune Do

Genova 29 settembre 2007
M° Davide Gardella



Recentemente si è svolto a genova uno stage di Jun Fan Jeet Kune Do sotto la guida e la maestria del M° Davide Gardella. Lo stage è stato come al solito, molto vasto da un punto di vista degli esercizi e della pratica cui il maestro ci ha sottoposti; ed è stato molto semplice nell'approfondire varie tecniche in tutti i loro aspetti.
La padronanza della disciplina, della tecnica e della filosofia del Jeet Kune Do da parte di Davide è stata percepita da tutti i presenti, ed egli ci ha fornito poche informazioni chiare, tali da farci comprendere quanto è lungo il nostro percorso, per avere la padronanza delle tecniche per la loro corretta esecuzione.
Anni di pratica, di esercitazione e di studio sono necessari per avere almeno una idea di base per capire il valore di quello che il Jeet Kune Do sia in realtà.
Lo stage si è svolto a genova in Piazza Sarzano (Genova centro); Davide ha spiegato i principi dell'in fighting e dell'out fighting in un combattimento.
Principalmente, quando si utilizza la distanza in fighting (dentro la misura), si privilegiano i colpi corti (gancio, montante), perchè essi permettono al lottatore di entrare nella guardia dell'avversario e, colpire senza fermarsi.
Al contrario invece, succede nell'out fighting: in questa distanza (fuori misura), si privilegiano i colpi a distanza lunga come il diretto con la mano avanzata, backfist ecc. Queste tecniche, danno la possibilità al lottatore di colpire il bersaglio senza correre il rischio di essere afferrati per una gamba e, per tenere a distanza l'avversario.
Quando mi trovo, dentro la guardia dell'avversario sono esposto a rischi, perchè in questo modo sono molto vicino a lui, ed con tutta probabilità le si possono prendere di santa ragione.
Al contrario invece, succede quando mi trovo fuori misura, posso attaccare e contrattaccare mantenendomi ad una distanza di sicurezza. Per avere maggiore forza e velocità è ovvio, ricorrere all'uso del footwork. Il footwork non solo conferisce maggiore potenza ai pugni, ma elude l'avversario facendoli credere di attaccare in una zona, mentre si contrattacca in un altra.
Tutto questo è basato sugli half Beat (spezzare il ritmo). Gli half beat sono dei piccoli spostamenti che danno la capacità a chi li usa in modo corretto, di muoversi costantemente in tutte le direzioni e, conferisce maggiore potenza ai pugni.
Dopo esserci esercitati per un paio d'ore alle combinazioni di pugni, abbiamo cominciato a fare sparring.
E' stato sorprendente osservare di come la maggior parte di noi (almeno io parlo per me), non sia riuscito al 100% ad eseguire tutte le tecniche finora esercitate.
Il perchè è molto semplice: le tecniche non le abbiamo ancora fatte nostre, o meglio non le abbiamo ancora interiorizzate facendoli diventare come una seconda natura.
Tutti i presenti sono stati davvero molto bravi, sia per quanto riguarda la padronanza delle tecniche, sia per quanto riguarda la costanza che tutti loro hanno dimostrato nella pratica del Jun Fan Jeet Kune Do.
Un altro fattore è venuto fuori da questa bellissima esperienza e cioè, che non bisogna mai smettere di esercitarsi, di allenarsi, di migliorarsi sempre più, perchè come disse una volta il grande maestro Bruce Lee: "Chi si ritiene già un esperto difficilmente sa svuotare la propria tazza di tè".


Luigi Clemente