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lunedì 11 aprile 2016
Seminario Nazionale TWJKD Puglia
Finalmente dopo tre anni di assenza, abbiamo avuto l’onore di ospitare nella nostra città di Bari, il rappresentante italiano di Ted Wong; Davide Gardella. Il seminario si è svolto presso la palestra Iron Gym sabato 2 Aprile con studenti sia di Bari, che di Lecce.
Il seminario è cominciato alle 10:00 del mattino con una buona preparazione fisica, seguita da riscaldamento generale, stretching, potenziamento muscolare e quant’altro. Prima di cominciare il programma di base dello stage, il M° Davide ha fatto lavorare i ragazzi sulla meccanica dei calci e sulla loro esecuzione. Il calcio più utilizzato nel JKD è quello a gancio, perchè è quello che scopre meno, può entrare dappertutto e inoltre non espone molti rischi alla linea centrale. Il caricamento (burst) permette di portare il ginocchio direttamente sul bersaglio e al tempo stesso calciare velocemente e tornare in guardia il più velocemente possibile.
Dopo di ciò, il M° Davide ha esposto
alcuni fondamenti del JKD come il footwork; elemento essenziale nel jkd
per controllare la distanza. Davide ha spiegato i meccanismi essenziali
per rendere le tecniche esplosive. Infatti, Sifu Ted Wong, spiega
Davide, si muoveva molto usando il bacino. Questo gli consentiva di
spostarsi in tutte le direzioni e in ogni movimento, la testa e il busto
si muovevano per primo, i piedi erano l’ultima fase del movimento.
Questo permette al praticante di essere elusivo, di controllare meglio i
movimenti e di colpire l’avversario col minimo sforzo.
Dopo il footwork, il M° Davide ha spiegato il nucleo fondamentale del diretto con la mano avanzata, il cross ed il gancio. Queste tecniche sono fondamentali per il JKD, ma ancora di più lo è il diretto. Sappiamo tutti la meccanica del diretto destro, perciò mi soffermo solamente negli esercizi. Abbiamo lavorato ai focus con un compagno, cercando di colpire il bersaglio prima senza passo a spinta (push off) e dopo con il passo. Questo per imparare a capire il meccanismo della distanza, la mano che si muove prima, la rotazione corretta del bacino e solo nella parte finale, l’atterraggio dei piedi. Abbiamo lavorato sul diretto con passo indietro; quando l’avversario avanza, è molto difficile colpire con il diretto perchè non ho tempo e non ho spazio sufficiente, quindi cerco di sfruttare la distanza a mio vantaggio e colpisco l’avversario mentre fa egli un passo in avanti. Questo mi permette di correggermi e di tornare nella misura giusta per contrattaccare a mia volta.
Dopodichè abbiamo lavorato sul colpo
d’arresto (elemento importantissimo nel JKD) per imparare a colpire nel
momento giusto. Bruce Lee aveva questa capacità di “guardare dentro”
l’avversario (abilità in parte innata e in parte sviluppata con
l’allenamento), permettendogli di colpire l’avversario nel momento più
opportuno e di conservare le energie col minimo sforzo. Era capace,
detto da Ted Wong e da Davide Gardella, di colmare la distanza
velocemente, colpire senza che l’avversario se ne accorgesse e ritornare
a distanza di sicurezza. Abbiamo lavorato con molti esercizi ai focus
per sviluppare questa capacità che richiede molta concentrazione e tanto
lavoro su noi stessi.
Infine, come ultima fase dello stage, abbiamo lavorato sulle combinazioni di pugni sia ai focus, sia a vuoto davanti allo specchio. Abbiamo imparato a creare diverse combinazioni (usando la logica della meccanica di ogni pugno) e piano piano ad eseguirle aumentando progressivamente la velocità. Questo tipo di esercizio serve, oltre ad aumentare il fiato, anche ad usare il cervello, al fine di memorizzare con la mente e con il corpo, ogni pugno e utilizzarlo a ripetizione tirandone uno dietro l’altro.
Questo è stato il nucleo di tutto lo stage tenuto dal M° Davide Gardella. Ancora una volta, Bruce Lee e Ted Wong erano certamente presenti e, sono certo che entrambi sono fieri del lavoro svolto da Davide, per tramandare i reali fondamenti del JKD. Noi del JKD PUGLIA lo seguiamo con passione perchè crediamo in lui e nella sua lealtà nei confronti del nostro beneamato Sifu Ted Wong. Infatti tutto lo stage è stato dedicato a lui e alla sua memoria e, noi non possiamo fare altro che essergli grati per la conoscenza che ci ha lasciato. Continueremo ad allenarci, a seguire i suoi insegnamenti e, nel nostro piccolo, aiuteremo Davide Gardella a tramandare il JKD alle future generazioni, così come Bruce e Ted avrebbero voluto.
Luigi Clemente
martedì 13 novembre 2012
Stage di TWJKD a Bari con Davide Gardella
"Il praticante di Jeet Kune Do non pensa come un boxeur, pensa come uno schermidore" Ted Wong
Finalmente abbiamo avuto con noi,
qui, a Bari Davide Gardella per un bellissimo stage dedicato al Jeet Kune Do di
Bruce Lee. E’ stata una grande emozione poterlo assistere mentre si dedicava a
spiegare con le parole e con i gesti, la radice o il fulcro del JKD.
Tutti hanno conosciuto Davide la
sera precedente, dove ciascun studente ha potuto scambiare quattro chiacchiere
con lui e cenare con una bella pizza.
Il mattino seguente, cioè Domenica
11 Novembre, presso la Gym 85 di Bari, Davide ha dato il via alle danze,
spiegando nel dettaglio i fondamenti della posizione di guardia. Il bacino più
basso, i piedi orientati verso l’avversario ad angolo, il tronco rilassato, e
le braccia rilassate e pronte all’azione, fanno della posizione del jkd una
vera difesa impenetrabile. Davide ha mostrato il JKD in tutte le sue parti,
partendo dal Footwork, mostrando strategie di difesa e di attacco e la
meccanica dei vari pugni. Il pugno diretto, che è il pugno più importante del
JKD, si sferra partendo dalla mano. Come uno schermidore, la lama deve essere
la prima a colpire il bersaglio e infine tutto il resto del corpo segue. Proseguendo
con la meccanica, ha spiegato il Backfist (colpo rovesciato), il cross con la
mano arretrata e per ultimo il gancio. Ripeteva spesso che, ogni tecnica è una
variante del Pugno Diretto, perché Bruce Lee non poneva l’enfasi di avere come
arsenale un infinità di tecniche, piuttosto il suo fulcro era quello di avere
una sola tecnica che funzionasse in diverse situazioni. Da qui Davide ha mostrato
molti esercizi per migliorare queste tecniche.
Nella parte finale dello stage,
Davide ha mostrato ai partecipanti il footwork avanzato o Half-beat. Infatti
questo è il JKD più evoluto. Ha spiegato come spezzare i vari movimenti, i
passi base che diventano sempre più piccoli, pur mantenendo una corretta
posizione ecc. Infine, parlando di Sifu Ted Wong ha detto: “Se Ted Wong non fosse diventato allievo di Bruce Lee, probabilmente il
JKD sarebbe scomparso del tutto”. Questo è stato detto per mettere in chiaro
una volta per tutte che, Ted Wong è stato il pioniere del JKD, mantenendo viva
la memoria e l’eredità di Bruce Lee.
Tutti sono rimasti estasiati
dall’abilità di Davide nel mostrare con i fatti ciò che Bruce Lee intendeva per
arte marziale. Ha messo in evidenza le caratteristiche del pensiero di Bruce;
la passione che Davide ha messo in questo stage, dimostra chiaramente quanto
egli tenga al JKD e la sua missione è quello di preservarlo alle future
generazioni.
Infine tutti hanno ricevuto
l’attestato di frequenza e hanno potuto fare foto per ricordare con gioia
questi momenti trascorsi con lui.
Luigi Clemente
domenica 28 ottobre 2012
Lo sviluppo del Jeet Kune Do
Molti credono che Bruce Lee abbia imparato molte Arti Marziali da altrettanti Maestri ed abbia sviluppato il Jeet Kune Do selezionando quelle che riteneva le tecniche migliori dei diversi Stili.
Ma Bruce Lee ebbe un solo Maestro, Yip Man, sotto la cui guida apprese il Wing Chun Kung Fu, dal 1954 al 1958. Ad Hong Kong Bruce Lee entrò anche a far parte della Squadra di Pugilato della St. Francis Xavier School e nel 1957 vinse un torneo di Boxe.
Negli Stati Uniti ebbe poi modo di incontrare esponenti di numerose Scuole di Arti Marziali.
Tra gli altri, conobbe e strinse amicizia con Ed Parker, fondatore del Kempo Karate, Jhoon Rhee, considerato il padre del Tae Kwon Do Americano, il Maestro di Ju Jitsu, Wally Jay, Hawyard Nishioka, Campione Nazionale di Judo ai giochi Panamericani e Cintura Nera di Karate Shotokan, Fred Sato, Maestro di Judo, il famoso Judoka e Wrestler Jene Le Bell, i Campioni di Karate Mike Stone, Joe Lewis, Louis Delgado e Chuck Norris.
Bruce Lee ebbe sicuramente scambi di opinioni e condivise conoscenze con queste persone, ma questo non significa che dedicasse il suo tempo a praticare ogni Arte Marziale con cui veniva a contatto. Sono molte le testimonianze autorevoli che esprimono il valore di Bruce Lee come combattente e come Maestro. Hawyard Nishioka, che ancora oggi non si capacita di come Bruce Lee lo fece letteralmente volare con il suo "Pugno ad un pollice", presentò una tesi scientifica all'Università della California che dimostrava la maggiore potenza del pugno del Jeet Kune Do rispetto a quella del pugno classico del Karate. Louis Delgado, che una volta sconfisse Chuck Norris al Grand Championship di New York, ha raccontato che benchè avesse affrontato moltissimi combattenti, l'unico a sbalordirlo e a metterlo completamente in soggezione fu Bruce Lee.
Ernest Lieb, Cintura Nera 5° Dan e Direttore della American Karate Association, si allenò con Bruce Lee parecchie volte e disse che la sua velocità superava quella della maggior parte delle Cinture Nere che conosceva. Lui stesso non si considerava un avversario all'altezza di Bruce Lee.
Lo stesso Jhoon Rhee, uno dei più famosi Maestri di Tae Kwon Do, ha dichiarato che non sarebbe mai salito su un ring con Bruce Lee. L'imbattuto Campione dei Pesi Massimi di Kick Boxing Joe Lewis, che collaudò gli insegnamenti di Bruce Lee nei primi incontri Full-Contact, ha sempre riconosciuto il debito al suo Maestro. Bruce Lee non rimase mai molto impressionato da ciò che offrivano la maggior parte dei sistemi orientali di combattimento. Ciò non vuol dire che non abbia avuto rispetto od ammirazione per alcuni Maestri od Atleti, perchè ha sempre sostenuto che ci sono uomini forti e preparati in ogni specialità, ma tecnicamente parlando, riguardo i vari metodi fu per lo più critico. L'evoluzione del Jeet Kune Do fu influenzata fondamentalmente dal Pugilato e della Scherma occidentale. Il riferimento a queste discipline è costante nelle migliaia di pagine di scritti di Bruce Lee, laddove gli altri metodi vengono esauriti in poche righe, in cui si limita ad elencarne punti deboli e punti forti. Egli riteneva importante conoscere le caratteristiche dei vari sistemi. Adattarsi a tutti i metodi significava poter incontrare tutti i sistemi senza venire condizionato da essi.
Bruce Lee sviluppò il Jeet Kune Do, con l'essenzialità del suo approccio tecnico e dei suoi principi, proprio per non avere bisogno d'altro. Se il punto di partenza fu il Wing Chun, il Jeet Kune Do non è un Wing Chun modificato, e neppure Pugilato con l'aggiunta di tecniche di calcio, cioè una specie di Kick-Boxing. Inizialmente Bruce Lee cercò in effetti di sopperire a quelli che considerava i limiti del Wing Chun. Tali modifiche lo indussero in un primo tempo a riferirsi alla sua Arte come Jun Fan Gung Fu, o Gung Fu Non-Classico di Bruce Lee, ma più tardi prese atto che ciò che insegnava era ormai tanto lontano dal Gung Fu, da sentire la necessità di attribuirgli un nome nuovo, da cui l'introduzione del termine Jeet Kune Do. Alcuni sostengono che Bruce Lee in realtà fu costretto a sopperire alla sua incompleta conoscenza del sistema Wing Chun, ma tale spiegazione risulta priva di fondamento, dal momento che il suo progressivo abbandono di quello Stile fu pienamente consapevole e voluto.
Il 1967 segnò la svolta nell'approccio di Bruce Lee al combattimento e non a caso fu l'anno in cui egli attribuì il nome Jeet Kune Do alla sua Arte.
Bruce Lee sviluppò il Jeet Kune Do, con l'essenzialità del suo approccio tecnico e dei suoi principi, proprio per non avere bisogno d'altro. Se il punto di partenza fu il Wing Chun, il Jeet Kune Do non è un Wing Chun modificato, e neppure Pugilato con l'aggiunta di tecniche di calcio, cioè una specie di Kick-Boxing. Inizialmente Bruce Lee cercò in effetti di sopperire a quelli che considerava i limiti del Wing Chun. Tali modifiche lo indussero in un primo tempo a riferirsi alla sua Arte come Jun Fan Gung Fu, o Gung Fu Non-Classico di Bruce Lee, ma più tardi prese atto che ciò che insegnava era ormai tanto lontano dal Gung Fu, da sentire la necessità di attribuirgli un nome nuovo, da cui l'introduzione del termine Jeet Kune Do. Alcuni sostengono che Bruce Lee in realtà fu costretto a sopperire alla sua incompleta conoscenza del sistema Wing Chun, ma tale spiegazione risulta priva di fondamento, dal momento che il suo progressivo abbandono di quello Stile fu pienamente consapevole e voluto. Aveva ormai abbandonato del tutto metodi tradizionali di allenamento, come l'Uomo di Legno ed il Chi Sao, in favore di una preparazione atletica più intensa e dello Sparring, con sempre maggiore enfasi posta sulla mobilità.
Del Wing Chun Bruce Lee mantenne i principi essenziali, come le nozioni di economia strutturale o di linea centrale, peraltro gli stessi altrettanto fondamentali nel Pugilato e nella Scherma. Nell'attacco tramite immobilizzazione della mano del Jeet Kune Do vengono impiegati movimenti derivanti dal Trapping del Wing Chun, ma molto semplificati, con l'enfasi posta sul colpire rispetto all'intrappolamento vero e proprio. Bruce Lee dedicava tutto il suo tempo ad allenare e perfezionare le tecniche semplici, Dirette e Non-Classiche del Jeet Kune Do, ed era sicuro che un diligente lavoro di messa a punto avrebbe permesso di applicare le stesse tecniche anche ai suoi Studenti e a chiunque, almeno se è vero che gli esseri umani hanno tutti due braccia e due gambe. Questo in virtù del fatto che tutto il suo studio era fondato sulle leggi fisiche e le caratteristiche meccaniche e funzionali del corpo umano. A studenti privati molto diversi tra loro per struttura fisica ed esperienze Bruce Lee ha insegnato le stesse cose. Trasmetteva ad ognuno la conoscenza dei movimenti, delle tecniche e dei principi del Jeet Kune Do, della cui efficacia era sicuro
Davide Gardella
giovedì 23 febbraio 2012
Seminario Nazionale di TWJKD
Recentemente si è svolto a Milano presso il palazzetto dello
Sport di via Crespi, il consueto seminario di JKD in Memoria del Nostro Amato
Sifu Ted Wong. Il seminario è cominciato intorno alle 9:00 del mattino con il
nostro rappresentante Italiano: Davide Gardella.
Davide ha cominciato a spiegare in modo dettagliato i
fondamenti del JKD come la posizione di guardia, la quale è molto importante
per avere stabilità nei movimenti, equilibrio e soprattutto potenza nei colpi.
L’atteggiamento che bisogna avere è quello di essere rilassati, flessibili e
pronti all’azione. La posizione di guardia permette al praticante di trovare la
giusta stabilità per attaccare e difendersi al tempo stesso. Con gli esercizi proposti per allenare la posizione di
guardia, non è mancato il nucleo fondamentale dell’insegnamento di Sifu Ted
Wong: Il Footwork.
Il footwork è l’elemento essenziale del JKD. E’ colui che
permette al praticante di spostarsi in tutte le direzioni in modo rapido ed
economico. Non è semplicemente un modo per spostarsi, ma mediante l’half-beat
(battuta spezzata) rende i nostri colpi potenti, veloci e penetranti. Il motivo
per il quale il footwork ha un importanza così elevata, è da ricercare nella
scherma (un arte che Bruce trasse ispirazione). Infatti l’uso del ritmo spezzato,
finte e i colpi d’arresto, permettono di essere elusivi, veloci mantenendo
sotto costante controllo il corretto posizionamento.
Davide ha messo in evidenza molti esercizi su come
migliorare il footwork e soprattutto come rendere più veloci i colpi.
Dopo aver speso buona parte del seminario insegnando in
dettaglio i fondamenti del JKD, Davide ci ha dato la possibilità di mettere in
pratica tali esercizi. Infatti, un esercizio molto bello è stato quello di
simulare uno scontro di scherma a coppia con un solo guanto nella mano e il
casco per proteggere il viso. L’esercizio consisteva nell’usare solo il diretto
con la mano avanzata (la stoccata nella scherma) allo scopo di colpire l’avversario
prima che egli colpisse l’altro. In questo modo abbiamo potuto sperimentare il
diretto con la mano avanzata, rendendoci conto di quanto fosse difficile. L’elemento
sorpresa, l’uso del ritmo spezzato ecc sono molto difficili da mettere in
pratica, soprattutto quando le tecniche non sono diventate ancora parte di noi.
Infine, come studio e bagaglio personale, Davide ha messo in
evidenza alcune tecniche di lotta corpo a corpo. L’uso di queste tecniche non
fa parte del bagaglio tecnico del JKD, ma è stato un modo originale per capire
come muoverci quando ci si trova in una situazione di difesa o di
immobilizzazione.
Dopo tutto ciò, ciascun partecipante ha ricevuto l’attestato
di partecipazione e abbiamo fatto la consueta foto di gruppo. Abbiamo imparato molto, ma ciò che è più
importante riguarda l’esperienza e l’uso intelligente di allenarsi per
migliorare sempre di più. La fiamma del JKD continua ad ispirarci sempre di più
e ci insegna che, con la pratica costante è possibile arrivare a livelli
elevati paragonabili a quelli di Bruce Lee e del nostro amato Maestro Ted Wong.
Luigi Clemente
Il nome, riferimenti,
immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted
Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO - C.A.A.M. con l'esplicito permesso di
Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con
qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l'espressa autorizzazione di Ted
Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.
venerdì 12 dicembre 2008
Maestro Davide Gardella

Curriculum:
. Titolo di Sutdio
Laurea in Scienze Biologiche
. Qualifica
Maestro Jeet Kune Do C.A.A.M, Albo C.S.E.N.
. Pratica Arti Marziali
dal 1978
. Insegna
dal 1987
. Cariche:
Istruttore riconosciuto e rappresentante Italiano di Ted Wong
Presidente del comitato Regionale Liguria C.A.A.M. per il settore JKD e discipline da combattimento
Responsabile Nazionale del Settore Ted Wong (TM) Jeet Kune Do del C.A.A.M. e presidente della commissione tecnica nazionale di settore
Note Biografiche
Davide Gardella inizia ad allenarsi nelle arti marziali nel 1978, all'età di dieci anni, presso il Dojo Dayto-Ryu. Fino al 1982 pratica l'Aiki-Ju Jutsu ed i fondamentali del Karate e partecipa a gare di Ju Jutsu e Judo.Nel 1983 ha l'occasione di passare al Tae Kwon Do e dopo pochi mesi viene avviato all'attività agonistica.Nel 1986 ottiene un quinto posto ai campionati italiani a Napoli ed un bronzo al Torneo Internazionale di Schio.Nel 1987 ottiene un bronzo alla al Torneo Internazionale di Schio, un bronzo agli Open di Grenoble, e compete ai prestigiosi Open di Parigi. Nel 1988 un bronzo alla al Torneo Internazionale di Schio, un bronzo agli Open di Grenoble, e a Milano un oro al Campionato Inter-regionale di selezione per i Campionati Italiani. Nel 1989 un bronzo agli
Open di Grenoble e compete agli Open di Parigi. Nel 1990 ottiene un oro al Torneo Internazionale di Schio. Inizia a dedicarsi all'insegnamento nel 1987, dopo aver superato a Roma l'esame FITAK per cintura nera 1° dan. Nel 1989 inaugura un proprio corso.Consegue il 2° dan FITAK nel 1990. Entra a far parte della Libertas e tra il 1991 ed il 1993 tiene numerose dimostrazioni. Nel 1994 ottiene il 3° dan e l'incarico di responsabile regionale per il settore Tae Kwon Do Libertas.Nel frattempo continua ad approfondire la propria cultura in materia raccogliendo oltre 130 volumi sulle arti marziali e sport da combattimento, per la maggior parte in lingua inglese. In particolare, per assicurarsi informazioni corrette sul Jeet Kune Do legge esclusivamente i libri che riportano gli scritti originali di Bruce Lee.Nella pratica introduce nei propri corsi il combattimento libero con i guantoni, consentendo i pugni al viso e i calci bassi, vietati dal regolamento del Taekwondo olimpico, ed abbandona l'insegnamento delle "forme".Il suo approccio all'allenamento ed all'insegnamento risulta sempre più influenzato dalle tecniche e dai principi sintetizzati da Bruce Lee, tuttavia si astiene dal fare riferimento al Jeet Kune Do per promuovere i propri insegnamenti, fino a quando diventa studente di Ted Wong e viene legittimato da Lui.Nel 1996 inizia a seguire gli insegnamenti di Ted Wong. Dopo aver preso parte ai primi tre Seminari italiani di Ted Wong, nel 1996, 1997 e 1998, viene invitato al terzo raduno del Jun Fan Jeet Kune Do Nucleus, a Seattle, nell'aprile 1999. 
Open di Grenoble e compete agli Open di Parigi. Nel 1990 ottiene un oro al Torneo Internazionale di Schio. Inizia a dedicarsi all'insegnamento nel 1987, dopo aver superato a Roma l'esame FITAK per cintura nera 1° dan. Nel 1989 inaugura un proprio corso.Consegue il 2° dan FITAK nel 1990. Entra a far parte della Libertas e tra il 1991 ed il 1993 tiene numerose dimostrazioni. Nel 1994 ottiene il 3° dan e l'incarico di responsabile regionale per il settore Tae Kwon Do Libertas.Nel frattempo continua ad approfondire la propria cultura in materia raccogliendo oltre 130 volumi sulle arti marziali e sport da combattimento, per la maggior parte in lingua inglese. In particolare, per assicurarsi informazioni corrette sul Jeet Kune Do legge esclusivamente i libri che riportano gli scritti originali di Bruce Lee.Nella pratica introduce nei propri corsi il combattimento libero con i guantoni, consentendo i pugni al viso e i calci bassi, vietati dal regolamento del Taekwondo olimpico, ed abbandona l'insegnamento delle "forme".Il suo approccio all'allenamento ed all'insegnamento risulta sempre più influenzato dalle tecniche e dai principi sintetizzati da Bruce Lee, tuttavia si astiene dal fare riferimento al Jeet Kune Do per promuovere i propri insegnamenti, fino a quando diventa studente di Ted Wong e viene legittimato da Lui.Nel 1996 inizia a seguire gli insegnamenti di Ted Wong. Dopo aver preso parte ai primi tre Seminari italiani di Ted Wong, nel 1996, 1997 e 1998, viene invitato al terzo raduno del Jun Fan Jeet Kune Do Nucleus, a Seattle, nell'aprile 1999. Qui ha l'opportunità di conoscere i familiari di Bruce Lee e la maggior parte dei suoi studenti. Partecipa a lezioni e conferenze con gli studenti originali di Seattle, di Oakland e di Los Angeles.Con Ted Wong si allena a Seattle e successivamente a Los Angeles. Su suo consiglio, al fine di attingere alle stesse fonti del fondatore del Jeet Kune Do, riesce a procurarsi parecchi testi antichi di Boxe e Scherma, tra gli altri i libri di Jack Dempsey, Jim Driscoll, Aldo Nadi.Nel 2000, con il gruppo di tecnici da lui preparati, entra a far parte del C.A.A.M. fondato dal M° Alessandra Tassi. La formazione degli insegnanti procede lungo un percorso che alla tecnica specifica del Jeet Kune Do, affianca le competenze teoriche per conseguire l'abilitazione riconosciuta dallo C.S.E.N. Nello stesso anno riceve gli incarichi di Delegato Regionale C.S.E.N. e Delegato provinciale di Milano C.S.E.N. per il Settore Jun Fan Jeet Kune Do.Tra il 2000 ed il 2005 prende parte ad altri 9 Seminari italiani di Ted Wong, in qualità di Capo-Istruttore e come Responsabile Nazionale del settore Jeet Kune Do del C.A.A.M. In occasione di ognuno di questi eventi, si allena privatamente con il suo Sifu nei giorni successivi.L'approvazione per l'attività svolta in Italia gli viene confermata nel 2007, in occasione del 1° Summer Camp con Sifu Ted Wong organizzato dal C.A.A.M., a cui fa seguito nel 2008 il 1° Stage italiano con Sifu insieme a Teri Tom.Nel 2008 viene personalmente invitato negli U.S.A. da Sifu Ted Wong, al 1° Summit per suoi Istruttori,in cui viene costituito il Ted Wong (TM) Jeet Kune Do.
SIFU TED WONG RICONOSCE DAVIDE GARDELLA COME SUO RAPPRESENTANTE IN ITALIA PER CONTINUARE AD INSEGNARE E PRESERVARE L'ARTE DI BRUCE LEE (TM) .
Davide Gardella
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