venerdì 29 febbraio 2008

One Inch Punch


Il pugno a un pollice è una tecnica delle arti marziali cinesi resa famosa da Bruce Lee.
È comunemente ritenuto che la capacità nell’eseguire il pugno a un pollice viene dalla pratica del wing chun, ma in realtà essa è contenuta i diversi stili di arti marziali cinesi del Sud. In generale, le arti marziali cinesi del Sud contano soprattutto sulle tecniche di mano a breve o brevissima distanza (a differenza delle arti marziali cinesi del Nord, che focalizzano il proprio interesse soprattutto sui calci da media e lunga distanza). Siccome gli artisti marziali del Sud combattevano spesso molto vicino ai loro avversari, dovettero imparare un metodo per sferrare pochi colpi, toccando appena il loro avversario.
Per il pugno a un pollice occorre abilità nel
fa jing per generare una tremenda quantità di forza d’impatto ad una distanza estremamente ravvicinata. Quando esegue il suo pugno a un pollice, il praticante è in piedi, con il suo pugno molto vicino al suo obiettivo (la distanza dipende dall’abilità del praticante; può variare da 0 a 15 cm circa). In un unico movimento esplosivo, le gambe si fissano, il giro vita ruota, le costole si espandono e il braccio si stende verso l’obiettivo. È importantissimo che tutto il corpo si muova all’unisono, altrimenti il potere sarà limitato. L’obiettivo in queste dimostrazioni varia, a volte è un praticante che ha un elenco telefonico sul petto, a volte tavole di legno che devono essere rotte.
Il pugno a un pollice fu portato alla conoscenza popolare nel mondo occidentale dall’artista marziale Bruce Lee quando dimostrò la tecnica durante il Campionato internazionale di karate di Long Beach del 1964.
Luigi Clemente

martedì 26 febbraio 2008

Corso di Jun Fan Jeet Kune Do

Corso di Jun Fan Jeet Kune Do
Genova 23 e 24 febbraio 2008
M° Davide Gardella


Sabato 23 febbraio nella palestra Healt Line di Genova, si respirava un'aria carica di emozione, entusiasmo e, voglia di mettersi alla prova. Solamente tre persone hanno partecipato a questo giorno dedicato alla lezione privata di Jeet Kune Do; queste tre persone sono: Io (naturalmente), Antonio e Stefano.
La lezione privata guidata dal maestro Davide Gardella è stata, molto emozionante, perchè abbiamo lavorato sodo per tre ore di fila, senza fermarci.
Davide come al solito, è stato impeccabile nello spiegare i principi fondamentali del Jeet Kune Do; gli argomenti trattati erano: Half Beat footwork - Broken Rhythms.
Durante la lezione, Davide è stato estremamente semplice e, al tempo stesso molto esauriente nell'approfondire gli argomenti trattati.

Ci ha spiegato come usare il footwork e il ritmo spezzato durante un'azione a distanza ravvicinata, mantenere l'equilibrio e la posizione sotto controllo durante il movimento, i movimenti di schivata e le varie combinazioni di pugni e calci che si possono usare, sfruttando l'esplosività di tutto il corpo.
La filosofia del Jeet Kune Do, rispecchiava perfettamente la giornata di sabato, perchè Davide ha spiegato solo poche cose e, lo scopo di ciascuno è stato quello di prendere quello che ci è più utile e da lì progrediremo sempre di più.
Un altro elemento non trascurabile della lezione privata di sabato è stato, il capire cosa significa in termini esatti ritmo spezzato. In pratica si tratta di sorprendere l'avversario con azioni che, possono essere spezzate o, durante un attacco o in uno spostamento, per es: in una combinazione di tre colpi, pugno diretto, cross e gancio, posso usare il pugno diretto come pugno completo, mentre sto per sferrare il cross lo blocco facendo una finta e, senza aspettare colpisco subito con un gancio, questo da l'idea di come deve essere il ritmo spezzato.
Dopo l'allenamento, non sono mancati le consuete fotografie e, le varie discussioni circa i progressi che ciascuno dei presenti ha fatto e, di come questo si sia visto nell'allenamento.
Il giorno seguente domenica 24 febbraio, si è svolto il corso di aggiornamento per apprendisti insegnanti; gli argomenti trattati erano pressochè gli stessi, ma più approfonditi erano gli esercizi e, siccome sono molti non me la sento di descriverli.
L'unica differenza tra sabato e domenica, era la partecipazione di molte più persone rispetto a sabato. Questo ha dato modo a ciascuno dei presenti, di condividere le proprie esperienze e allenarsi insieme.
Il pomeriggio, mi si è presentata l'occasione di allenarmi con un maestro di lotta libera, che si chiamava Gianni Cancedda. Il maestro Cancedda, allievo di Davide, ci ha insegnato alcune tecniche di base di autodifesa usate nella lotta libera e, ha fornito preziose informazioni su come la lotta libera sia finalizzata al Jeet Kune Do.
Tecniche di prese e leve, possono essere utlizzate in situazioni particolari, dove calci e pugni non possono arrivare e al tempo stesso sfruttare il peso del proprio corpo per immobilizzare l'avversario.
Ovviamente, il fatto di aver partecipato a questo stage di lotta libera non significa che questo faccia parte del Jeet Kune Do. Il fondamento del Jeet Kune Do è sempre stato e, sempre sarà quello di usare calci e pugni con footwork e, di saper sfruttare le proprie risorse nel modo più economico possibile: RAMMENTATELO.
I presenti si sono dimostrati davvero molto capaci e, i loro progressi si sono visti durante questo stage molto ricco ed entusiasmante.
Colgo, l'occasione per ringraziare di cuore Davide Gardella per il suo modo di insegnare e, il suo carisma che si sono dimostrati ottimi modelli di ispirazione per me.
Vorrei ringraziare di cuore anche tutti i partecipanti dello stage per la loro accoglienza e, il loro affetto capaci, di rendere ogni momento passato insieme, così speciale.

Luigi Clemente

"Bisogna sforzarsi sempre di migliorare, il limite è il Cielo" Bruce Lee

venerdì 15 febbraio 2008

News

Vorrei chiedere scusa a ciascuno dei lettori che hanno contribuito a rendere questo blog un successo, per il mancato aggiornamento di queste settimane. Purtroppo sono molto occupato con il lavoro e altre cose varie che, non mi permettono di creare nuovi articoli per mandare avanti il blog. Ho già preparato dei nuovi articoli, molto presto li pubblicherò non appena il tempo me lo permetterà. Chiedo di nuovo scusa a tutti i lettori buona navigazione luigi & Co.



ps: nel frattempo in attesa di nuovi aggiornamenti consololatevi con questa immagine.

sabato 9 febbraio 2008

Calcio a Gancio (Hook Kick)

"Il calcio a gancio può superare la serrata difesa di un avversario, dove i calci laterali non arrivano" Bruce Lee
Dopo il calcio laterale ed il calcio laterale basso, passiamo al calcio più utilizzato nel Jun Fan Jeet Kune Do che si chiama: Hook Kick.
Il calcio a gancio è diverso da altri tipi di calci, perchè esso non è largo come altri calci, ma viene sferrato dando forma ad un breve arco.
E' il calcio più efficiente ed utilizzato nel Jeet Kune Do. Bruce Lee lo preferiva ad altri calci, perchè esso può variare i nostri calci, aggiungendo molte altre combinazioni; inoltre il calcio a gancio supera la serrata e compatta difesa di molti avversari, dove i calci laterali e diretti non arrivano.
Il combattente di Jeet Kune Do, deve riuscire a sferrare calci da tutte le angolazioni, senza mai sferrarlo largo come una sventola.
Il miglior calcio è quello più corto e serrato.
Il calcio a gancio si piò sferrare in 3 modi diversi: alto - medio - basso.
Il calcio a gancio viene sferrato con un ampia rotazione delle anche e del bacino, ed è diretto contro la parte alta del viso. Però non necessariamente si colpisce al viso, perchè tirando il calcio in questo modo si è esposti a danneggiamenti alla parte mediana del corpo.
Il calcio a gancio medio è più corto e serrato e, viene sferrato come un diretto; sfrutta lo scatto delle anche e, la sua velocità è ineguagliabile; i suoi bersagli sono l'inguine e i genitali.
Il calcio a gancio basso è ancora più corto e, sfrutta l'ampia rotazione del bacino e delle anche; i suoi bersagli principali sono il ginocchio o lo stinco dell'avversario.
La potenza del calcio a gancio deriva, dalla scioltezza con cui viene sferrato e, ovviamente dal saper padroneggiare il footwork. Tutto il suo potere deriva dal sapersi muovere al momento giusto e con la giusta coordinazione di anche e fianchi. Il lavoro di gambe, il tempismo e il corretto posizionamento dei piedi, garantisce una migliore riuscita della tecnica.
Bisogna allenarla con diligenza per far si che essa sia usata in modo corretto.

Luigi Clemente.

mercoledì 6 febbraio 2008

Il senso delle Arti Marziali




"A meno che non esistano sulla terra esseri con tre braccia e quattro gambe. A meno che non esistano esseri strutturalmente differenti da noi, non ci può essere un modo differente di combattere".
Bruce Lee!

domenica 3 febbraio 2008

Calcio Laterale (Side Kick)

"Jeet Kune Do is a step by step project" Bruce Lee

Il calcio laterale è il calcio più potente del Jun Fan Jeet Kune Do.
Può essere impiegato per attaccare, proiettando con un passo esplosivo tutto il corpo in avanti.
In tal caso è bene far precedere l'esecuzione con una finta del braccio in linea alta, che induca l'avversario a scoprire il tronco, o distragga la sua attenzione da un calcio basso.

Questo tipo di applicazione tuttavia è rischiosa contro un avversario abile ed esperto nel footwork, poichè l'ampiezza del movimento lo rende prevedibile ed il suo impeto determina un ampio intervallo tra lo sviluppo della tecnica ed il ritorno nella posizione di guardia.
Il calcio laterale può essere utilizzato come colpo d'arresto (side stop kick) come menzionato nell'articolo precedente. E' un'azione più economica ed efficiente dal punto di vista tattico. Infatti si tratta di intercettare o contrattaccare un avversario che viene verso di noi.
I bersagli sono le costole, la coscia, il ginocchio o la tibia.
Esercizi ed applicazione:
è bene cominciare l'allenamento al calcio laterale prima di tutto davanti ad uno specchio, perchè lo specchio da la possibilità di imparare l'esatta esecuzione della tecnica.
Una volta padroneggiata potete passare al sacco pesante.
State attenti a non tirare troppi calci in aria, perchè non farebbe bene per l'articolazione del ginocchio, quindi procedete per gradi, prima con velocità e forza, dopo con velocità e potenza.



Luigi Clemente

sabato 2 febbraio 2008

Stop Kick (calcio stoppante)


Dopo aver parlato delle tecniche di schivata e delle manovre evasive, vorrei affrontare un altro argomento molto particolare, presente nel Jeet Kune Do: i calci.
I calci nel Jeet Kune Do non sono molti; Bruce Lee aveva selezionato quelle tecniche di calcio che per lui fossero efficaci in una data situazione, uno tra questi è il calcio laterale basso allo stinco.
Il calcio laterale basso è, un calcio molto particolare ed è estremamente semplice.
Nessun arte marziale ne ha mai fatto uso, ad eccezione del Jeet Kune Do. Studiando questo calcio si scopre che alla sua base c'è un attento studio scientifico sulla semplicità e l'efficacia. Il calcio laterale basso sferrato con la gamba avanzata è, una tecnica molto potente sia in difesa che in offesa; Bruce Lee lo definiva come un gigantesco killer per l'avversario che lo avrebbe ricevuto. La sua struttura, la sua enorme potenza e la velocità contro lo stinco o il ginocchio dell'avversario è, simile alla stoccata della boxe occidentale tranne per il fatto che è più lungo ed è difficile difendersi. Come Bruce Lee stesso definiva il suo principio di "usare l'arma più lunga contro il bersaglio più vicino".

Il suo bersaglio principale è lo stinco dell'avversario, in quanto esso è la parte del corpo più esposta a danneggiarsi, ma può anche essere sferrato contro il ginocchio avanzato dell'avversario. E' l'arma più semplice e più usata nel Jun Fan Jeet Kune Do, perchè è semplice e veloce.
L'avversario scoprirà sicuramente che questo calcio contro lo stinco e/o ginocchio è per lui una minaccia costante.
L'affondo deve essere penetrante e non deve dare la possibilità all'avversario di difendersi, ma soprattutto come Bruce Lee stesso faceva notare "non telegrafare la tecnica"
Essa per essere padroneggiata deve, essere allenata a lungo e con diligenza esercitandosi a compiere il movimento.


Luigi Clemente

Slittamento esterno con diretto destro al tronco


"Se impari i concetti, se lavori per informazione, allora non comprendi. Spieghi solamente.
Quando un uomo sta pensando è separato da ciò che sta tentando di capire" Bruce Lee
Dopo aver parlato del movimento circolare del busto passiamo ad un altro movimento di difesa presente nel Jun Fan Jeet Kune Do, che si chiama Slittamento.
Lo slittamento è una schivata validissima nella quale il busto non esce dallo spazio d'azione.
Esso si adotta per schivare i diretti e i controcolpi sferrati con la mano avanzata.
Richiede tempismo e capacità di valutazione.
Lo slittamento è una manovra validissima perchè non impegna affatto le mani, è la vera base dei lottatori provetti.

Esempio di grande tecnica Ted Wong e Davide Gardella


Luigi Clemente

venerdì 1 febbraio 2008

Movimento circolare del busto nel JKD


Dopo aver parlato del finto attacco e la schivata, possiamo continuare il nostro argomento con un altro tipo di schivata presente nel Jun Fan Jeet Kune Do, intitolata movimento circolare del busto.
Questo tipo di schivata è stata più volte messa in evidenza da Bruce Lee, durante le scene dei suoi film, ed in particolare nel film "The Game Of Death" lottando contro Kareem Abdul Jabbar.
Questa tecnica è una tattica di difesa avanzata, essa consiste nel muovere il busto all'interno, all'esterno o intorno ad un diretto lanciato alla testa con la mano avanzata, viene utilizzato per mandare a vuoto i colpi dell'avversario ed approffittarne delle aperture createsi durante un contrattacco effettuato con entrambi i pugni.


Esercizi ed applicazione:

Effettuare la tecnica davanti allo specchio prima singolarmente in modo blando, per imparare l'esecuzione.
Dopo averci lavorato un po' su, cominciate ad aumentare un po' la velocità usando sempre il sistema delle serie e delle ripetizioni.
Dopo ancora potete metterci anche dei colpi di pugno (es cross e gancio), ed esercitarsi davanti al sacco pesante per aumentare la potenza dei colpi.


Luigi Clemente