domenica 28 ottobre 2012

Lo sviluppo del Jeet Kune Do

 Molti credono che Bruce Lee abbia imparato molte Arti Marziali da altrettanti Maestri ed abbia sviluppato il Jeet Kune Do selezionando quelle che riteneva le tecniche migliori dei diversi Stili.
Ma Bruce Lee ebbe un solo Maestro, Yip Man, sotto la cui guida apprese il Wing Chun Kung Fu, dal 1954 al 1958. Ad Hong Kong Bruce Lee entrò anche a far parte della Squadra di Pugilato della St. Francis Xavier School e nel 1957 vinse un torneo di Boxe.
Negli Stati Uniti ebbe poi modo di incontrare esponenti di numerose Scuole di Arti Marziali.
Tra gli altri, conobbe e strinse amicizia con Ed Parker, fondatore del Kempo Karate, Jhoon Rhee, considerato il padre del Tae Kwon Do Americano, il Maestro di Ju Jitsu, Wally Jay, Hawyard Nishioka, Campione Nazionale di Judo ai giochi Panamericani e Cintura Nera di Karate Shotokan, Fred Sato, Maestro di Judo, il famoso Judoka e Wrestler Jene Le Bell, i Campioni di Karate Mike Stone, Joe Lewis, Louis Delgado e Chuck Norris.
Bruce Lee ebbe sicuramente scambi di opinioni e condivise conoscenze con queste persone, ma questo non significa che dedicasse il suo tempo a praticare ogni Arte Marziale con cui veniva a contatto. Sono molte le testimonianze autorevoli che esprimono il valore di Bruce Lee come combattente e come Maestro. Hawyard Nishioka, che ancora oggi non si capacita di come Bruce Lee lo fece letteralmente volare con il suo "Pugno ad un pollice", presentò una tesi scientifica all'Università della California che dimostrava la maggiore potenza del pugno del Jeet Kune Do rispetto a quella del pugno classico del Karate. Louis Delgado, che una volta sconfisse Chuck Norris al Grand Championship di New York, ha raccontato che benchè avesse affrontato moltissimi combattenti, l'unico a sbalordirlo e a metterlo completamente in soggezione fu Bruce Lee.
Ernest Lieb, Cintura Nera 5° Dan e Direttore della American Karate Association, si allenò con Bruce Lee parecchie volte e disse che la sua velocità superava quella della maggior parte delle Cinture Nere che conosceva. Lui stesso non si considerava un avversario all'altezza di Bruce Lee.
Lo stesso Jhoon Rhee, uno dei più famosi Maestri di Tae Kwon Do, ha dichiarato che non sarebbe mai salito su un ring con Bruce Lee. L'imbattuto Campione dei Pesi Massimi di Kick Boxing Joe Lewis, che collaudò gli insegnamenti di Bruce Lee nei primi incontri Full-Contact, ha sempre riconosciuto il debito al suo Maestro. Bruce Lee non rimase mai molto impressionato da ciò che offrivano la maggior parte dei sistemi orientali di combattimento. Ciò non vuol dire che non abbia avuto rispetto od ammirazione per alcuni Maestri od Atleti, perchè ha sempre sostenuto che ci sono uomini forti e preparati in ogni specialità, ma tecnicamente parlando, riguardo i vari metodi fu per lo più critico. L'evoluzione del Jeet Kune Do fu influenzata fondamentalmente dal Pugilato e della Scherma occidentale. Il riferimento a queste discipline è costante nelle migliaia di pagine di scritti di Bruce Lee, laddove gli altri metodi vengono esauriti in poche righe, in cui si limita ad elencarne punti deboli e punti forti. Egli riteneva importante conoscere le caratteristiche dei vari sistemi. Adattarsi a tutti i metodi significava poter incontrare tutti i sistemi senza venire condizionato da essi. Bruce Lee sviluppò il Jeet Kune Do, con l'essenzialità del suo approccio tecnico e dei suoi principi, proprio per non avere bisogno d'altro. Se il punto di partenza fu il Wing Chun, il Jeet Kune Do non è un Wing Chun modificato, e neppure Pugilato con l'aggiunta di tecniche di calcio, cioè una specie di Kick-Boxing. Inizialmente Bruce Lee cercò in effetti di sopperire a quelli che considerava i limiti del Wing Chun. Tali modifiche lo indussero in un primo tempo a riferirsi alla sua Arte come Jun Fan Gung Fu, o Gung Fu Non-Classico di Bruce Lee, ma più tardi prese atto che ciò che insegnava era ormai tanto lontano dal Gung Fu, da sentire la necessità di attribuirgli un nome nuovo, da cui l'introduzione del termine Jeet Kune Do. Alcuni sostengono che Bruce Lee in realtà fu costretto a sopperire alla sua incompleta conoscenza del sistema Wing Chun, ma tale spiegazione risulta priva di fondamento, dal momento che il suo progressivo abbandono di quello Stile fu pienamente consapevole e voluto.
La confusione rispetto alla relazione tra il Wing Chun ed il Jeet Kune Do è in parte conseguenza del fatto che gli Studenti di Bruce Lee di Seattle (dal 1954 al 1964) e di Oakland(dal 1964 al 1966) appresero tecniche che Bruce Lee successivamente abbandonò.
Il 1967 segnò la svolta nell'approccio di Bruce Lee al combattimento e non a caso fu l'anno in cui egli attribuì il nome Jeet Kune Do alla sua Arte.
Aveva ormai abbandonato del tutto metodi tradizionali di allenamento, come l'Uomo di Legno ed il Chi Sao, in favore di una preparazione atletica più intensa e dello Sparring, con sempre maggiore enfasi posta sulla mobilità.
Del Wing Chun Bruce Lee mantenne i principi essenziali, come le nozioni di economia strutturale o di linea centrale, peraltro gli stessi altrettanto fondamentali nel Pugilato e nella Scherma. Nell'attacco tramite immobilizzazione della mano del Jeet Kune Do vengono impiegati movimenti derivanti dal Trapping del Wing Chun, ma molto semplificati, con l'enfasi posta sul colpire rispetto all'intrappolamento vero e proprio. Bruce Lee dedicava tutto il suo tempo ad allenare e perfezionare le tecniche semplici, Dirette e Non-Classiche del Jeet Kune Do, ed era sicuro che un diligente lavoro di messa a punto avrebbe permesso di applicare le stesse tecniche anche ai suoi Studenti e a chiunque, almeno se è vero che gli esseri umani hanno tutti due braccia e due gambe. Questo in virtù del fatto che tutto il suo studio era fondato sulle leggi fisiche e le caratteristiche meccaniche e funzionali del corpo umano. A studenti privati molto diversi tra loro per struttura fisica ed esperienze Bruce Lee ha insegnato le stesse cose. Trasmetteva ad ognuno la conoscenza dei movimenti, delle tecniche e dei principi del Jeet Kune Do, della cui efficacia era sicuro
 
Davide Gardella

Seminario di JKD a Bari con Davide Gardella


sabato 27 ottobre 2012

Le Arti Marziali e il suo credo filosofico

"Nel mio processo interiore"
Parte VII
 
Recentemente mi si è presentata l'occasione di vedere molti video di combattimenti UFC e di Mixed Martial Arts.
Sono rimasto piuttosto alibbito da quello che ho visto; uomini rinchiusi in una gabbia che se le davano di santa ragione con calci, pugni, prese e leve. Da un punto di vista del combattimento nel suo insieme, posso anche accettarlo che sia così, ma se guardo anche l'altra facciata, cioè l'aspetto filosofico e interno delle arti marziali, mi sento completamente contrariato.
Gli sport cosiddetti da combattimento affascinano il mondo dei giovani, trasformandoli in mostruosi combattenti, ma mancano molto spesso il bersaglio, quando cioè esaltano troppo il combattimento da una parte e, trascurano dall'altra l'aspetto salutare, filosofico e morale di quelle che sono le arti marziali nella loro unità.
Sono stato educato sin da ragazzo a credere che le arti marziali non insegnano la violenza o la brutalità, ma la disciplina, l'autocontrollo, il rispetto per se stessi e per gli altri. Ho sempre appreso questo dalle arti marziali e, nello specifico dal Jeet Kune Do di Bruce Lee.
Per chi conosce la mia storia e il mio passato, sa che ho vissuto nella sofferenza lottando continuamente per vivere.
Le arti marziali mi hanno insegnato ad avere fiducia in me stesso, ad avere rispetto per le altre discipline (infine tutte le arti marziali portano alla crescita spirituale) e, a credere nell'aspetto psicologico che essi inculcano nell'essere umano e in ogni atleta che si rispetti.
Chi si dedica con serietà alla disciplina delle arti marziali ha la piena coscienza di se stesso e, non ha bisogno di mostrare niente a nessuno. La battaglia è costantemente con se stesso e, con ciò che riguarda i suoi timori, dubbi, paure e preoccupazioni. Rivolge i suoi colpi verso se stesso, per mettere al tappeto la sua insicurezza.
Le arti marziali sono uno stile di vita e non un modo grottesco per mostrarsi superiore ad un altro.
Questo vuol dire essere un praticante di Arti Marziali nella sua interezza.
 
Luigi Clemente

lunedì 3 settembre 2012

Nuovi Corsi di JKD



TED WONG JEET KUNE DO
ARTE E SCIENZA DI BRUCE LEE
 
 
 Dopo le vacanze estive, riaprono i corsi di Jeet Kune Do presso la Gym 85 di Bari
La palestra è situata in Viale Unità D'Italia 80 B1
I giorni e gli orari dei corsi sono i seguenti: Martedì - Giovedì dalle 18:30 alle 20:00
Per ulteriori informazioni rivolgersi ai seguenti recapiti:
cell: 3938624823 oppure inviare un email: bruce-luigi@libero.it
 
Lunedi 17 settembre alle ore 19:00 riprendono i corsi di TWJKD a Bitonto. I corsi si svolgeranno presso la palestra: NEW ATHLETIC CLUB via Ammiraglio Vacca 216.
I giorni saranno gli stessi dell'anno scorso: Lunedi - Venerdi dalle 19:00 alle 20:30
Per maggiori informazioni telefonare al numero della palestra: 0803717796

venerdì 20 luglio 2012

In Memory Of Bruce Lee


GRAZIE MIO SIFU BRUCE LEE
By Luigi Clemente
E’ difficile usare espressioni adeguate per poter esprimere la grandezza, la forza, e la conoscenza di questo grande uomo chiamato: Bruce Lee.
In questi trentanove anni che non c’è più, ha ispirato milioni di persone in tutto il mondo alla dedizione delle arti marziali; ha ispirato tanti cultori di fitness e alla scienza del corpo umano. Molti attori famosi di Hollywood continuano ad ispirarsi alla sua enorme conoscenza del cinema d’azione e delle tecniche di combattimento ineguagliabili. E’ vero al cento per cento: BRUCE LEE è INEGUAGLIABILE IN TUTTI I SUOI ASPETTI, ed è assolutamente vero il fatto che, non ci sono parole per descriverlo.
Oggi non userò parole vane. Non userò espressioni che possano semplicemente gonfiare questo articolo, perché voglio fare la cosa giusta: TI RINGRAZIO BRUCE PER LA CONOSCENZA CHE CI HAI LASCIATO. TI RINGRAZIO PER ESSERTI FATTO CONOSCERE MEDIANTE I TUOI FILM (CHE COME AMAVA DEFINIRLI IL MIO MAESTRO TED WONG: “I SUOI FILM SONO COME LE SUE LEZIONI PRIVATE”). IO PERSONALMENTE SONO FELICE DI AVERTI CONOSCIUTO MEDIANTE I TUOI SCRITTI, CHE SONO TUTT’ORA PER ME, ENORME FONTE DI ISPIRAZIONE; TI RINGRAZIO PER L’ARTE E LA SCIENZA DEL JEET KUNE DO (la tua meravigliosa creatura), CHE OGNI GIORNO MI FA DIVENTARE SEMPRE PIU’ ABILE IN TUTTI GLI ASPETTI DELLE ARTI MARZIALI.
Oggi non parlerò di te Bruce e di come hai sconvolto le vite di tutti noi, perché non basterebbe un intero articolo: SEMPLICEMENTE  TI RINGRAZIO PER ESSERE ESISTITO, TI RINGRAZIO PER I TUOI VALORI E PER AVER LASCIATO UN IMPRONTA INDELEBILE NEI NOSTRI CUORI CHE NON SI CANCELLERA’ MAI.
GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE MIO SIFU BRUCE LEE!!

giovedì 19 luglio 2012

Alcune foto dello stage

 Luigi con Teri Tom mentre si esercita nel Diretto con la mano avanzata
 Luigi mentre si esercita nel Gancio destro con Teri Tom
 Luigi con il suo allievo Luca Greco
 Luigi e Teri Tom in azione
 Luigi e il suo allievo Paolo Fiore
 Luigi e il suo allievo Vincenzo Laudano
Luigi e Vincenzo in azione

Luigi Clemente

Stage JKD con Teri Tom



Stage di JKD in Italia con Teri Tom
19 – 20 Maggio
Lo scorso maggio, abbiamo avuto nuovamente il piacere, di partecipare ad uno stage in Italia di JKD con l’allieva diretta di Sifu Ted Wong: Teri Tom.
Sono stati due giorni davvero intensi, ricchi di conoscenza, adrenalina e tanto, ma tanto allenamento.
Il primo giorno Teri ha evidenziato i nuclei fondamentali del JKD:
-         LA POSIZIONE DI GUARDIA,
-         IL FOOTWORK
-         - GLI STRUMENTI AVANZATI (DIRETTO, CROSS, GANCIO)
Infatti a differenza dell’anno scorso, c’è stato meno contatto coi focus e, più lavoro sul perfezionamento delle tecniche di base. In ogni aspetto della tecnica, Teri ha evidenziato tutti i piccoli dettagli che, ci permettono di eseguire la tecnica in modo corretto.
Un altro bell’aspetto del primo giorno di allenamento è stato il rapporto di fiducia che Teri Tom ha stretto con noi istruttori, incoraggiandoci a continuare con questo spirito, per instillare negli studenti , il lavoro costante.
Il secondo giorno invece è stato dedicato alle tecniche dalla corta distanza. Infatti, Teri ha messo in evidenza il nucleo dell’infighting distance, usando la posizione di guardia a 45°. Con la posizione di guardia leggermente più aperta rispetto al normale, le tecniche diventano molto più corte, più imprevedibili (a causa del footwork che diventa impercettibile) e soprattutto più potenti, perché sfruttano la completa rotazione del bacino e l’uso del passo a spinta (push off).
Inoltre mettendo in evidenza alcune tecniche di manovre evasive come: Bobbing and Shoulder Roll, Teri ci ha dato la possibilità di sperimentare uno sparring un po’ più aperto; ognuno di noi in coppia con un compagno, dovevamo colpirci a vicenda con quattro o cinque colpi ciascuno. Chi colpiva, doveva cercare di entrare da ogni angolazione, questo però sempre controllato. Mentre chi invece assorbiva i colpi, doveva difendersi parando, schivando e stare chiuso il più possibile. E’ stato, a mio avviso, uno degli esercizi più belli dello stage.
Il fine ultimo dello stage è stato proprio quello di metterci a confronto con un po’ di sparring simulato, usando come esempio questi esercizi sopra descritti.
Non sono mancati i complimenti per tutti e una bellissima cena in memoria dei suoi libri sul JKD che, hanno ottenuto un ottimo successo negli Stati Uniti.
L’ho conosciuta la prima volta con Sifu Ted Wong durante il suo stage del 2008, e già in quella occasione si è dimostrata in gamba. Ora che ho avuto l’onore di allenarmi con lei in questi due anni di stage in Italia, posso dire che è veramente degna di essere l’allieva diretta di Sifu Ted Wong.
Noi del gruppo JKD C.A.AM. Bari, continueremo a seguirla e a sostenerla nel promuovere i reali insegnamenti di Bruce Lee!!
By Luigi Clemente

giovedì 23 febbraio 2012

Seminario Nazionale di TWJKD


Recentemente si è svolto a Milano presso il palazzetto dello Sport di via Crespi, il consueto seminario di JKD in Memoria del Nostro Amato Sifu Ted Wong. Il seminario è cominciato intorno alle 9:00 del mattino con il nostro rappresentante Italiano: Davide Gardella.
Davide ha cominciato a spiegare in modo dettagliato i fondamenti del JKD come la posizione di guardia, la quale è molto importante per avere stabilità nei movimenti, equilibrio e soprattutto potenza nei colpi. L’atteggiamento che bisogna avere è quello di essere rilassati, flessibili e pronti all’azione. La posizione di guardia permette al praticante di trovare la giusta stabilità per attaccare e difendersi al tempo stesso. Con gli esercizi proposti per allenare la posizione di guardia, non è mancato il nucleo fondamentale dell’insegnamento di Sifu Ted Wong: Il Footwork.
Il footwork è l’elemento essenziale del JKD. E’ colui che permette al praticante di spostarsi in tutte le direzioni in modo rapido ed economico. Non è semplicemente un modo per spostarsi, ma mediante l’half-beat (battuta spezzata) rende i nostri colpi potenti, veloci e penetranti. Il motivo per il quale il footwork ha un importanza così elevata, è da ricercare nella scherma (un arte che Bruce trasse ispirazione). Infatti l’uso del ritmo spezzato, finte e i colpi d’arresto, permettono di essere elusivi, veloci mantenendo sotto costante controllo il corretto posizionamento.
Davide ha messo in evidenza molti esercizi su come migliorare il footwork e soprattutto come rendere più veloci i colpi.
Dopo aver speso buona parte del seminario insegnando in dettaglio i fondamenti del JKD, Davide ci ha dato la possibilità di mettere in pratica tali esercizi. Infatti, un esercizio molto bello è stato quello di simulare uno scontro di scherma a coppia con un solo guanto nella mano e il casco per proteggere il viso. L’esercizio consisteva nell’usare solo il diretto con la mano avanzata (la stoccata nella scherma) allo scopo di colpire l’avversario prima che egli colpisse l’altro. In questo modo abbiamo potuto sperimentare il diretto con la mano avanzata, rendendoci conto di quanto fosse difficile. L’elemento sorpresa, l’uso del ritmo spezzato ecc sono molto difficili da mettere in pratica, soprattutto quando le tecniche non sono diventate ancora parte di noi.
Infine, come studio e bagaglio personale, Davide ha messo in evidenza alcune tecniche di lotta corpo a corpo. L’uso di queste tecniche non fa parte del bagaglio tecnico del JKD, ma è stato un modo originale per capire come muoverci quando ci si trova in una situazione di difesa o di immobilizzazione.
Dopo tutto ciò, ciascun partecipante ha ricevuto l’attestato di partecipazione e abbiamo fatto la consueta foto di gruppo.  Abbiamo imparato molto, ma ciò che è più importante riguarda l’esperienza e l’uso intelligente di allenarsi per migliorare sempre di più. La fiamma del JKD continua ad ispirarci sempre di più e ci insegna che, con la pratica costante è possibile arrivare a livelli elevati paragonabili a quelli di Bruce Lee e del nostro amato Maestro Ted Wong.
Luigi Clemente
Il nome, riferimenti, immagini, simboli, logo e marchi, associati a Ted Wong sono di proprietà di Ted Wong e sono utilizzati dal JEET KUNE DO - C.A.A.M. con l'esplicito permesso di Ted Wong. Nessun contenuto può essere estratto o utilizzato con qualsiasi mezzo, in tutto o in parte, senza l'espressa autorizzazione di Ted Wong. Tutti gli altri marchi appartengono ai legittimi proprietari.

lunedì 20 febbraio 2012

Nuovi Corsi di JKD a Bitonto


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domenica 1 gennaio 2012

BUON ANNO AI CULTORI DELL'ARTE


LA JEET KUNE DO CAAM BARI VI AUGURA
UN BUON ANNO 2012
AFFINCHE' SIA RICCO DI OPPORTUNITA' PER
MIGLIORARCI COME ARTISTI MARZIALI E
SOPRATTUTTO COME LIBERI DI ESPRIMERE LA
NOSTRA UMANITA' IN MODO COMPLETO E TOTALE


Luigi Clemente

domenica 27 novembre 2011

Uno Sguardo Dietro La Leggenda

Uno Sguardo Dietro La Leggenda

“Il successo di un uomo sta nella sua perseveranza” Bruce Lee

Il giorno in cui ho avuto il mio primo contatto con Bruce Lee è stato nel periodo in cui la mia malattia (l’artrite reumatoide) era all’apice del suo folclore nel mio corpo tutto distrutto dai farmaci e dai continui dolori articolari.

Il mio corpo era completamente debilitato e, passavo intere giornate seduto su una sedia a rotelle a piangermi addosso, lamentandomi su quanto la vita fosse stata crudele con me. E’ passato molto tempo da allora, da quando mio padre mi regalò il mio primo film su Bruce Lee e, come quel fatidico giorno di venti anni fa, cambiò completamente il mio tenore di vita, e la mia visione del mondo.

Bruce Lee mi ha sempre ispirato sin fa dall’infanzia, non solo i suoi film sono stati per me fonte di forza e coraggio, ma i suoi scritti, la sua filosofia e la sua arte del JKD hanno creato in me un forte spirito combattivo che, mi ha permesso di affrontare le sfide di ogni giorno.

 
Essere un rappresentante della sua Arte è per me un onore, ma soprattutto un dovere nei suoi confronti. Ho cominciato a studiare JKD sin da piccolo mediante tutti i libri fin ora pubblicati e ho imparato a credere in me e nelle mie capacità.

Il mio maestro Ted Wong mi ha sempre parlato di come Bruce stimolasse la gente a trarre il meglio dalle situazioni e incoraggiando a non lasciarsi andare, piuttosto a vincere le proprie paure.

Sono diventato insegnante ed erede dei suoi insegnamenti; ogni volta che insegno o mi alleno, oppure imparo qualcosa di nuovo dalla sua arte, capisco anche molto di più su me stesso.

Sono grato a Dio per avermi dato l’opportunità di conoscere Bruce Lee mediante i suoi scritti, la sua arte e soprattutto mediante Ted Wong.

Il motivo per il quale Bruce è un grande è perché egli ha reso se stesso grande. Sono certo che anche negli anni avvenire, continueremo a sentir parlare di lui, perché la sua opera e la sua arte continueranno ad ispirare milioni di persone in tutto il mondo. La sua volontà di fuoco non si spegnerà mai, anzi diventerà sempre più forte, perché ci saranno persone che seguiranno i suoi veri insegnamenti mediante il JKD e diventeranno eredi anch’essi eredi della sua fiamma, così come lo è stato Ted Wong prima di noi.

Grazie Bruce, grazie Ted

Luigi Clemente

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Sportale in Tour - Speciale Jeet Kune Do - Puntata 6 - Sparring

In quest'ultimo episodio dello speciale dedicato al JKD, lo dedichiamo allo sparring. Come lo stesso Bruce Lee affermava: "Il modo...