martedì 11 settembre 2007

Bruce Lee e la Scherma

Oltre ad avere molti libri sulla nobile arte del pugilato, Bruce Lee possedeva anche una vasta gamma di libri sulla scherma.
Infatti la scherma è la seconda arte dove Bruce Lee trasse nozioni molto importanti per creare il Jeet Kune Do.
Se dal pugilato Bruce Lee prese nozioni come le manovre evasive, le schivate, i controcolpi, la sua strategia è di tipo schermistico. Infatti più di una volta Bruce Lee ammise che il Jeet Kune Do è come la scherma occidentale senza la spada.
La sua caratteristica deriva dal fatto di portare il lato destro del corpo in avanti in questo modo la mia arma più forte è già vicino al bersaglio; inoltre apprese altre nozioni su come sapersi muovere durante un attacco, sfruttare il peso del proprio corpo muovendosi con il footwork, il vantaggio di utilizzare, durante un attacco prima la mano poi il piede, per imprimere maggiore forza al pugno e molto altro ancora.
Altre nozioni Bruce Lee apprese dalla scherma, ma la cosa più importante che dobbiamo comprendere e, che Bruce Lee non prese i concetti del pugilato e della scherma, li mise insieme e creò il Jeet Kune Do. Non è assolutamente vero.

Il Jeet Kune Do ha tecniche e principi propri. Ciò che la distingue da altre Arti Marziali è il suo modo di vedere il combattimento in modo totale e completo senza esserne in nessun modo condizionato da un particolare metodo o stile.
La sua caratteristica risiede nella scientificità, nella totalità e nella semplicità.
Quando dico scientificità voglio dire, che essa riguarda la continua crescita dell'artista marziale in tutti gli aspetti, potenza, velocità, capacità atletica e, imparando quelle poche tecniche che siano efficaci in un combattimento da strada.

Totalità vuol dire, che il Jeet Kune Do guarda al combattimento in modo globale; anche se privilegia i calci e i pugni, si può ricorrere ad altre tecniche che siano efficaci in una data situazione.

Semplicità vuol dire, che esso non ha molte tecniche e, non si limita nella routine. Ci si sottopone ad un allenamento intenso per apprendere quelle tecniche che siano efficaci e, allenarle all'infinito facendole diventare come una seconda natura, dando al lottatore la capacità di trasformare il pensiero in azione e, colpire con un pugno o con un calcio all'unisono in modo fluido senza essere limitato da pensieri che lo distraggano.


"Quando lo studente comincerà a fare sparring,

smetterà di cercare l'accumulazione di altre

tecniche.

Piuttosto dedicherà le necessarie ore di

pratica alla tecnica semplice per la

sua corretta esecuzione"

Bruce Lee



Luigi Clemente